
Diossido d’azoto, ozono e polveri fini Pm10, sono questi gli inquinanti che continuano, nel nostro cantone, a superare i limiti fissati dall’Ordinanza contro l’inquinamento atmosferico. Qualche spiraglio positivo, però, arriva dal diossido d’azoto e dalle Pm10 che hanno registrato i minimi storici nelle concentrazioni medie annue. Va comunque ricordato che le condizioni metereologiche hanno sempre un grande influsso sulle misurazioni.
Diossido di azoto
L’No2, il diossido d’azoto, ha registrato delle diminuzioni in tutte le stazioni di misura e la media annua si è fissata ai minimi storici (dopo che era già avvenuto nel 2018, 2016 e 2014). Una tendenza al miglioramento, che scrive il Dipartimento del territorio in una nota, che “sembra essersi consolidata nel corso dell’ultimo decennio”.
Ozono
L’ozono, invece, con l’estate particolarmente calda dello scorso anno, è stato un problema. I sei mesi centrali dell’anno infatti sono stati i terzi più caldi da quando si tiene il conto e questo ha portato a un alto numero di ore in cui si sono superati i numeri di legge e il Cantone ha dovuto introdurre misure urgenti per fronteggiare un episodio di smog estivo acuto, non capitava dal 2006, spiega il Dt.
Polveri fini
Mai da quando si registrano i dati, le concentrazioni di polveri fini Pm10 nell’aria ticinese è stata così bassa. Sia dal punto di vista delle medie annue che per il numero di giorni in cui si è superato il limite giornalieri. Per il primo anno le medie di tutte le stazioni ticinesi rispettano i valori di legge.
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