
Tira aria di tempesta tra PPD e PLR. D’altronde il post pubblicato ieri sera dal presidente popolare democratico lascia ben poco spazio ad interpretazioni. “Caprara stai sereno”, esordisce lo scritto di Fiorenzo Dadò, che due giorni fa era stato punzecchiato da Bixio Caprara sulla questione dello stabile eVita durante il Comitato cantonale di Biasca (“Si ostina a promuovere la mala fede altrui per far dimenticare le sue magagne personali”, vedi articolo suggerito).
Ebbene, lo scontro si è spostato su quanto avvenuto durante il suddetto Comitato, teatro di un'accesa discussione sull’iniziativa sull’autoderminazione e, stando ad alcune segnalazioni, di “attacchi al consigliere nazionale democentrista Marco Chiesa da parte dei alcuni espoinenti del PLR”. Ma non solo: “Come testimoniano le prese di posizione di diversi liberali radicali, che si sono sentiti in dovere di scusarsi personalmente con il Consigliere Nazionale Marco Chiesa per il trattamento incivile e vergognoso ricevuto durante il dibattito sulla libera circolazione, ieri sera a Biasca qualcuno ha perso l'orientamento e ha sfoggiato tutta la sua supponenza e arroganza nei confronti degli aderenti al PPD e alla Lega”, ha rimarcato Dadò.
“Non paghi di essersi fatti beccare con le mani nella marmellata nell'affaire eVita (Città dei mestieri), ora addirittura si è passati alle minacce - prosegue il presidente del PPD - Capiamo che il palazzo eVita, se fosse passato inosservato, avrebbe fruttato a qualcuno 12,6 milioni di franchi del contribuente ma i ricatti e le minacce non attecchiscono, pertanto le rimandiamo al mittente perché non fanno parte della nostra cultura ticinese”.
“Invece di esasperare i rapporti, minacciare e trattar male gli ospiti che gentilmente si mettono a disposizione per il suo comitato, sarebbe molto più utile per tutti se Bixio Caprara proponesse una volta tanto qualcosa di positivo per i Ticinesi e il loro futuro”, ha tuonato Dadò. Lo sfogo del presidente del PPD conclude con un messaggio per i liberali radicali ticinesi: “Noi continueremo a collaborare attivamente con la stragrande maggioranza degli aderenti a questo importate e glorioso Partito, con coloro che si impegnano senza interessi e sono brave e oneste persone che vogliono bene al nostro Paese”.
Per Dadò, tuttavia, le schermaglie con Caprara non sono l'unica 'gatta da pelare' in questo momento: stando a quanto anticipato da La Regione la Commissione cerca sarebbe infatti intenzionata a escluderlo dalla lista per il Consiglio di Stato. Uno scenario, questo, che potrebbe originare qualche divisione interna.
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