
Il Dipartimento del Territorio ha deciso di puntare sulle auto elettriche. Tra le misure inserite nel piano aggiornato di risanamento dell’aria, presentato oggi a Bellinzona, spicca infatti una richiesta di credito al Parlamento di 3 milioni. Soldi volti ad incentivi per l’acquisto da 2'000 franchi l’uno con uno sconto di pari entità concesso dagli importatori e per l’installazione di colonnine di ricarica (500 franchi).
"Effettivamente i limiti, soprattutto per le polveri sottili e il diossido di azoto, che sono i 2 principali inquinanti che ci preoccupano, oltre all’ozono, sono un problema nella gran parte del territorio" afferma ai microfoni di TeleTicino Mirko Moser, capo dell'Ufficio aria, clima ed energie rinnovabili. "Se si raggiungono determinati valori, possono avere impatti sulla salute. Ecco perché i limiti di legge in Svizzera sono a tutela di tutte le fasce della popolazione".
Di qui le diverse misure presenti nel piano di risanamento, come la sensibilizzazione sull’uso degli impianti di riscaldamento a legna. Quanto al credito indirizzato all’elettrico, nonostante una proposta simile sia già stata bocciata dal popolo 3 anni fa, per il consigliere di Stato Claudio Zali ha tutti gli atout per passare: "Questo credito è molto più piccolo e cofinanziato dall’industria delle auto. Non grava sull’imposta di circolazione ma sulle casse pubbliche".
Ma dal momento che le auto elettriche sono indubbiamente più care, serve soprattutto un cambio di mentalità: "È proprio su questa differenza che vogliamo agire" afferma Zali a TeleTicino. "Vorrei però ricordare che consentono più autonomia di gestione, consumano meno e si pagano meno imposte".
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