
Il coordinatore della Commissione parlamentare d’inchiesta Argo1 resta della sua idea: il problema migranti andava affrontato dal Governo in un altro modo. Con un approccio interdipartimentale e non a compartimenti stagni, soprattutto in casi particolari. Così ci racconta Michele Foletti raggiunto telefonicamente da TeleTicino per un commento alle osservazioni del Consiglio di Stato sul rapporto Argo1.
Cinque pagine in cui il Governo replica ai rimproveri sollevati dalla CPI per la gestione dei flussi migratori nel rapporto CPI pubblicato oggi. Oltre a difendere l’operato dei singoli funzionari, che hanno agito, citiamo, "sempre in buona fede e nell’ottica di garantire l’operatività del servizio con un uso parsimonioso delle risorse finanziarie"; il Governo precisa: "Formulate alcune critiche a proposito dell’agire del Consiglio di Stato, omettendo però di considerare la situazione puntuale d’emergenza".
"Il giustificativo sull’emergenza può valere per l’inizio della vicenda, non per tutti gli errori protrattisi nel tempo" replica tuttavia Foletti, rimandando ogni altra dichiarazione al dibattito parlamentare che si terrà il 18 febbraio. E che a questo punto ruoterà soprattutto sulla questione: come affrontare collegialmente eventi particolari in futuro in modo efficiente.
Dal canto suo, il Consiglio di Stato, incitato dalla CPI ad intervenire anche a livello amministrativo, elenca i correttivi già apportati dopo lo scoppio della bufera: dall’istituzione di uno Stato Maggiore Cantonale Migrazione al nuovo centro per richiedenti l’asilo di Cadro. Passando dalla nuova direttiva per la Sezione Finanze.
Fino ad una giornata di studio sulla migrazione, dove per l’appunto si è deciso di elevare il tema “gestione flussi migratori” a compito strategico dello Stato. Tutte questioni che appunto saranno affrontate in aula il 18 febbraio.
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