
Cara Gestione ti scrivo. Firmato Claudio Blotti. L’ex funzionario del DSS coinvolto nell’affaire Argo1 ha deciso di non starsene a guardare. Anzi, è passato al contrattacco assumendo un avvocato, Luigi Mattei, che ieri ha chiesto alla Commissione di poter acquisire la documentazione relativa all'inchiesta condotta dai deputati.
Per chi se lo fosse dimenticato, Blotti era capodivisione ai tempi in cui al DSS scelsero la Argo1 per la gestione degli asilanti. Un contratto provvisorio rinnovato più e più volte, fino a raggiungere cifre a sei zeri. Questo senza che il Consiglio di Stato desse il proprio via libera. Una palese violazione della legge sulle commesse pubbliche.
Blotti, convocato qualche settimana fa dalla Sottocommissione vigilanza, aveva dichiarato che nessuno, nel corso di tanti mesi, si era accorto della violazione. E qui la storia diventa delicata: la sua versione infatti era stata contraddetta dal capoufficio dell’USSI Renato Scheurer. Il funzionario, anzi, aveva raccontato di aver affrontato più volte la questione, ma alla fine non si era fatto nulla per sanare la situazione. E così si era andati avanti fino alla deflagrazione dello scandalo. Scheurer poi aveva ritrattato, ma tant’è.
La Sottocommissione vigilanza aveva tirato dritto, facendo sapere alla stampa di essere convinta che la prima versione di Scheurer fosse quella più convincente. Al DSS qualcuno sapeva. La logica conclusione, a questo punto, è che Blotti secondo i deputati non l’ha raccontata giusta.
Arriviamo quindi a ieri quando, a sorpresa, la Commissione della Gestione ha ricevuto la famosa lettera. La scelta di affidarsi ad un avvocato pare l’abbia fatta anche Renato Scheurer, lui non conferma e non smentisce. Insomma, la politica sarà anche andata in vacanza, ma la polemica, quella mai.
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