
Per il capogruppo del PS Ivo Durisch le ultime novità emerse sul caso Argo1 sono decisamente preoccupanti e dovrebbero spingere il ministro Paolo Beltraminelli a fare un passo indietro dalla Divisione azione sociale. Ma anche altri partiti non lesinano critiche.
A scatenare le prese di posizione le novità sulla famosa cena offerta a Bormio dal direttore di Argo1 alla responsabile del servizio richiedenti l’asilo e al suo compagno, il presidente PPD Fiorenzo Dadò, che è stata oggetto lo scorso giugno di un vertice al DSS. Ben prima dunque delle rivelazioni di Falò. Durante il summit a cui hanno partecipato la funzionaria, il capo divisione e lo stesso Dadò, si è deciso che la questione dovesse rimanere blindata, senza informarne il ministro Beltraminelli, né tantomeno la Procura. Sempre durante l’incontro è stato pure chiesto ad un funzionario di indagare sulle informazioni in possesso della stampa in merito alla vicenda.
“Questa è una cosa scandalosa. È inaccettabile che vengano usate risorse pubbliche per indagare sulle informazioni in mano alla stampa" afferma il capogruppo PLR Alex Farinelli. "Qualcuno dovrà rispondere per questo. Inoltre” aggiunge Farinelli "sono rimasto sorpreso della presenza di Dadò a questo incontro.
Per il coordinatore della Lega Attilio Bignasca tutta questa vicenda è dovuta al fatto che l’Amministrazione cantonale ha troppo potere i funzionari fanno vedere e dicono al Consiglio di Stato quello che vogliono.Per il deputato MpS Matteo Pronzini, bisogna capire se era lecito che Dadò presenziasse a quell’incontro. E su che basi legali si è messo in atto un controspionaggio sulle inchieste giornalistiche.
Mentre Maurizio Agustoni capogruppo PPD per rispetto all’imminente lavoro che dovrà fare la CPI e quello che altre autorità stanno facendo preferisce non commentare ogni singolo elemento che emerge. Il capogruppo UDC Gabriele Pinoja afferma che questi nuovi elementi gettano nuove ombre sulla vicenda.Infine per i Verdi questa ennesima notizia mina la credibilità del Dipartimento della sanità e del ministro Beltraminelli. Mentre per Germano Mattei di Montagna Viva da un semplice fatto si sta facendo una questione politica pesante. La campagna elettorale è partita in anticipo.
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