
Argo 1: si parla di cifre a sei zeri. A tanto ammonterebbe il mandato diretto che il DSS ha attribuito all'ormai famosa azienda di sicurezza finita nell’occhio del ciclone giudiziario. E così in Commissione della Gestione alcuni deputati vorrebbero vederci chiaro: come? Affidandosi, ancora una volta al Controllo cantonale delle finanze. Sì, perché non soltanto il mandato sarebbe economicamente parlando piuttosto corposo, ma, oltre due anni dopo la sua assegnazione, non se ne trova traccia in alcun documento pubblico.
Paolo Beltraminelli la scorsa settimana aveva giustificato la scelta con l’urgenza dettata dalla situazione, ma in tutto questo tempo, si mormora dalle parti di Bellinzona, ci sarebbe stato il tempo necessario per mettere il mandato a concorso. Mettiamoci anche che, come anticipato dal portale Tio, alcune delle persone che gravitavano o avevano fatto parte dell’azienda di Cadenazzo, erano vecchie conoscenze della giustizia italiana. Un quadro che a Palazzo, solleva non poche perplessità.
In via Monte Boglia poi ci sono alcuni deputati, capitanati da Massimiliano Robbiani, pronti ad usare il pugno di ferro contro il DSS e Paolo Beltraminelli. Naturalmente, ci ha assicurato il granconsigliere, la cosa si farà soltanto se questa volta il gruppo leghista sarà compatto. Martedì comunque vada, c’è da attendersi una resa dei conti tra chi, parlando di Gobbi si era lasciato sfuggire un “capitan Schettino” e chi, adesso, vorrebbe restituire pan per focaccia.
Beltraminelli intanto dal canto suo non si scompone, conferma la cifra importante e dichiara di non voler nascondere nulla. "Risponderò a tutte le domande - ha detto ai microfoni di Teleticino - e chiederò al cancelliere come mai il mandato alla Argo 1 non sia pubblico".
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