
Colpo di scena nel caso Argo 1: se da un lato il procuratore generale John Noseda aveva escluso procedimenti penali a carico dei funzionari del Dipartimento sanità e socialità (DSS) in quanto "prematuri", di diverso avviso è il perito nominato dal Governo Marco Bertoli che, stando a quanto anticipato da LiberaTv, nel rapporto sui risvolti amministrativi della vicenda avrebbe ipotizzato il reato penale di infedeltà nella gestione pubblica.
Bertoli, va detto, non ricopre un ruolo di pubblico inquirente. Il reato contestato (Art. 314 CP: “I membri di un’autorità o i funzionari che, al fine di procurare a se o ad altri un indebito profitto, recano danno in un negozio giuridico agli interessi pubblici che essi devono salvaguardare, sono puniti con una pena detentiva fino a cinque anno o con una pena pecuniaria”) potrebbe essere stato commesso nella gestione della sicurezza nei centri cantonali per asilanti, in particolare nella scelta di affidare l’incarico alla Argo.
Visti i recenti sviluppi della vicenda il Governo ha deciso di costituirsi parte civile. Lo ha confermato a La Regione il presidente del Consiglio di Stato Manuele Bertoli. La decisione del Governo ticinese poggia su una recente sentenza del Tribunale federale che ha chiarito la portata del reato di infedeltà nella gestione pubblica.
Il perito Marco Bertoli presenterà il rapporto definitivo la prossima settimana.
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