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Argo 1: "Ingiusto che a pagare sia un lavoratore"
Argo 1: "Ingiusto che a pagare sia un lavoratore"
Argo 1: "Ingiusto che a pagare sia un lavoratore"
Redazione
9 anni fa
Il PS si esprime sulla sospensione dell'agente di sicurezza, definito dal CdT "l'infiltrato di UNIA"

Il Partito Socialista ritiene "inammissibile" che, allo stato attuale, l’unica persona a subire delle conseguenze per quanto riguarda lo scandalo ‘Argo 1’ sia un ex-dipendente dell’agenzia di sicurezza, il quale aveva denunciato al sindacato UNIA delle irregolarità sulla sua busta paga e che è stato sospeso a titolo cautelativo dal suo attuale datore di lavoro in attesa di chiarimenti sul suo ruolo nella denuncia delle violazioni contrattuali della Argo 1 (ndr. nel frattempo si apprende che l'uomo è stato reintegrato). 

Secondo il partito socialista si tratta di un "problema reale e grave" poiché "oltre a non esistere e a non disporre del personale necessario quando le è stato affidato il delicato mandato nell’ambito dell’asilo, è stato appurato che ‘Argo 1’ ha anche pagato in contanti e senza dichiararle ben 8'000 ore di lavoro, per un importo di 190mila franchi".

L'ex-dipendente di Argo 1, sottolinea il PS in una nota, "è stato sospeso dal nuovo datore di lavoro per delle ragioni direttamente riconducibili alle accuse mosse a suo riguardo in un articolo pubblicato dal Corriere del Ticino", che lo ha definito "un infiltrato del sindacato UNIA". Articolo che, secondo il partito, tratta dei fatti relativi ai testimoni del caso Argo 1 che appaiono "marginali, se non irrilevanti, rispetto ai gravi problemi sollevati dalla vicenda". 

Il PS si dice preoccupato per il fatto che la decisione di sospendere l'ex dipendente sia stata presa dal suo nuovo datore di lavoro "in accordo col direttore della Divisione dell’azione sociale e delle famiglie (DASF): la dimostrazione che i fatti riconducibili ad ‘Argo 1’ e ai suoi sviluppi non siano esclusivamente circoscritti all’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI)".

Il partito ribadisce infine di interrogarsi "seriamente riguardo al documento riservato al vaglio del Governo e inviato alla Magistratura – contenente delle informazioni relative agli ex-dipendenti di ‘Argo 1’ – il quale è stato trasmesso al “Corriere del Ticino” si legge nella nota. "Riteniamo perciò che, oltre ai preoccupanti quesiti rimasti nell’ombra, occorra anche fare piena luce sulle dinamiche, le ragioni e la prassi e il mandato che hanno portato a produrre questo documento e su come sia mai stato possibile che “un documento al vaglio del Governo e inviato alla Magistratura” sia stato trasmesso alla stampa, portando a un articolo che ha causato la sospensione di un lavoratore ed ex-dipendente che ha testimoniato riguardo alle malversazioni di ‘Argo 1’".

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