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Argo 1, il PS: "Un quadro allarmante"
Argo 1, il PS: "Un quadro allarmante"
Argo 1, il PS: "Un quadro allarmante"
Redazione
9 anni fa
Il partito esige delle risposte anche sul piano politico dopo le rivelazioni del rapporto del perito Marco Bertoli

Il partito socialista prende posizione sul rapporto di Marco Bertoli– il perito nominato dal Consiglio di Stato per far luce sullo scandalo ‘Argo 1’ - anticipato oggi dal Corriere del Ticino. Un rapporto che secondo il partito conferma un quadro della situazione "molto allarmante" che esige una volta per tutte, oltre ai chiarimenti dal punto di vista amministrativo, anche delle vere risposte sul piano politico.

"Il rapporto ipotizza il reato di infedeltà – il danno verso l’Ente pubblico e illecito a vantaggio a terzi – e dimostra la pertinenza delle richieste di chiarezza, di risposte attendibili e di assunzione della responsabilità politica formulate a più riprese dal Partito Socialista fin da quando lo scandalo è scoppiato" si legge nella nota inviata dal partito. "Va evidenziato che il rapporto di Marco Bertoli è in possesso di una testata giornalistica: la trasparenza esige che sia ora reso pubblico".

Il PS ricorda come fin dall’inizio aveva sottolineato "come l’urgenza non fosse un argomento accettabile per motivare le ragioni dell’incarico a ‘Argo 1’, come invece Paolo Beltraminelli ha sostenuto nel suo intervento in Gran Consiglio lo scorso 13 marzo".

"Abbiamo chiesto più volte" ribadisce il PS, "quali fossero le vere ragioni che hanno condotto il Dipartimento della socialità e della sanità (DSS) ad affidare il mandato a ‘Argo 1’: un mandato tacitamente ricondotto su 3 anni, violando reiteratamente la Legge sugli appalti pubblici, per un importo totale di 3,4 milioni di franchi. Il rapporto del perito è perentorio nella conferma che non ci fossero né urgenza né emergenza, mettendo in luce dei seri dubbi riguardo alla qualità e all’equità della procedura con cui l’agenzia di sicurezza precedente è stata scartata, mentre il mandato è stato affidato a ‘Argo 1’. Conferme del perito anche per quanto riguarda il problema del contratto firmato con effetto retroattivo, il fatto che ‘Argo 1’ non disponesse del personale necessario quando l’incarico le è stato affidato, la più che problematica tariffa di 35 franchi all’ora di ‘Argo 1’ e la scarsa qualità della sua offerta di prestazioni, soprattutto se comparata all’agenzia concorrente Rainbow".

"È confermato" prosegue il PS. "In seno all’USSI c’era coscienza sia del problema sia dell’assenza di una base legale verificata per effettuare i pagamenti per cui la responsabilità non può essere scaricata in un altro Dipartimento. Elementi più volte sollevati dal PS, appurati dalla Sottocommissione vigilanza e dal Controllo cantonale delle finanze e confermati con perentorietà dal rapporto di Marco Bertoli, a dimostrazione che all’inizio dell’estate scorsa il caso ‘Argo 1’ non era chiuso, contrariamente a quanto affermato da gli altri partiti di governo".

"Nel rapporto emergono anche nuovi elementi che toccano i vertici del DSS, della DASF e dell’USSI" si legge ancora. "In particolare per quanto riguarda i controlli effettuati, i ragionevoli dubbi che fossero pilotati e le dichiarazioni sollecitate ai collaboratori dell’USSI a fine marzo dell’anno scorso. Un quadro in netto contrasto con l’esigenza, espressa dall’opinione pubblica e dal PS, di ottenere risposte chiare, verificabili e attendibili, non fabbricate a tavolino così come emerge dal rapporto".

Secondo il PS il quadro disastroso dello scandalo ‘Argo 1’ consolida il lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta poiché potrà approfondire la componente politica dell’intera vicenda. "Non è infatti accettabile" conclude il PS, "che la responsabilità politica possa essere tradotta esclusivamente attraverso la responsabilità amministrativa dei funzionari implicati nella vicenda".

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