
C’è grande attesa per il discorso che Paolo Beltraminelli terrà lunedì in Gran Consiglio. Il direttore del Dipartimento sanità e socialità ha deciso di riferire in Parlamento in merito allo scandalo dei mandati senza concorso da tre milioni di franchi affidati alla Argo One, la ditta assunta dal DSS per sorvegliare gli impianti asilanti di Camorino, Lumino e Peccia, finita nelle maglie della magistratura per usura.
Due le domande delle cento pistole: a chi spettava registrare il mandato, e chi ha firmato questo contratto milionario? Alla prima abbiamo già provato a rispondere negli scorsi giorni: spetterebbe al Dipartimento competente, quindi il DSS, inserire i mandati nell’applicativo cantonale delle commesse pubbliche. Mentre per la seconda, abbiamo provato a capire a chi spettano le deleghe per la firma di questi contratti, andando a spulciare il Regolamento sulle deleghe di competenze decisionali dell’Amministrazione cantonale.
Va detto che nel regolamento, delle deleghe per la prestazione di servizi in materia di sicurezza, come è il caso della Argo One, non si trova traccia. Nel documento però si fa riferimento al fatto che in quasi tutti i Dipartimenti: gli Uffici, le Divisioni e la Direzione hanno un limite di firma. Per i contratti di prestazione, come è il caso della Argo One, gli Uffici hanno un limite di firma di 10mila franchi, le Divisioni dai 30 ai 100mila franchi in base al caso. Sopra questa cifra spetterebbe alla Direzione del Dipartimento firmarli.
Ma qui parliamo di un mandato di circa tre milioni di franchi in due anni e mezzo. Insomma in base a questi dati risulta difficile pensare che il capo ufficio pazialmente esautorato negli scorsi giorni dal DSS – il quale stando a indiscrezioni avrebbe scelto la Argo One - abbia firmato questo contratto, visto che, non ne avrebbe avuto le competenze.
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Christian Fini
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