
Come annunciato la scorsa settimana, il direttore del Dipartimento della sanità e della socialità Paolo Beltraminelli ha fatto chiarezza sul mandato diretto affidato alla Argo One nell’odierna seduta del Gran Consiglio, rispondendo alle molte domande contenute nelle interrogazioni e nelle interpellanze al Consiglio di Stato con oggetto la ditta di sicurezza incaricata della sorveglianza dei Centri di Camorino, Lumino e Peccia.
Il ministro ha confermato la presenza di un problema amministrativo in tutta la vicenda: “Le verifiche sono state affidate al controllo cantonale delle finanze. È in atto una verifica completa, alla fine della quale avremo un quadro collettivo”.
“I collaboratori e le collaboratrici del DSS hannosaputo far fronte positivamente a tutte le situazioni di emergenza, hanno sempre lavorato in buona fede e non ho motivo di credere il contrario”, ha detto Beltraminelli, che ha fatto chiarezza sulla parziale esautorazione del capoufficio dell’USSI: “È una decisione operativa provvisoria, non è una sanzione. Scelta presa per alleviare il suo lavoro e favorire gli accertamenti del controllo cantonale delle finanze”.
“Sul piano amministrativo posso anticipare che le misure presentano anomalie ma richiedono comprensione del contesto in cui si sono verificate”, ha proseguito Beltraminelli. In particolare, il contesto è l’emergenza migranti che il Cantone si è trovato ad affrontare: “Trovare un alloggio ai richiedenti d’asilo è un compito che è stato attribuito al DSS, in particolare alla Divisione dell’azione sociale e famiglie, che fino al 2012 non ha mai gestito in proprio centri di richiedenti d’asilo, affidandosi a partner come SOS e Croce Rossa”.
Fino al 2004 la Croce Rossa aveva 15 centri sul territorio. In seguito il DSS ha deciso di chiudere progressivamente questi centri. Dal 2011 la situazione è cambiata e il problema delle attribuzioni è tornato d’attualità. “Nel 2016 sono in parte diminuite perché il problema si è spostato alla frontiera (un problema che ha portato alla creazione del centro di Rancate). Il Ticino anche ora è la vera porta alla quale arrivano i migranti”.
Il crocevia della vicenda che ha portato alla creazione del Centro di Camorino è avvenuto nel luglio del 2012, quando è stato necessario trovare una soluzione per 24 richiedenti d’asilo, collocati a Locarno. “I collaboratori del DSS sono riusciti a trovare una soluzione, nel nuovo centro invalidi di Bellinzona che era libero al momento». Da qui è nata la necessità di un Centro cantonale.
"Per questo motivo vi è stata una deroga alle norme per l'attribuzione dei mandati, non solo i mandati per la sicurezza, ma anche i pasti, la pulizia e la lavanderia".
Il primo mandato per la sicurezza del neonato Centro di Camorino è stato affidato a un'altra società di sicurezza privata per 2 anni. “In questo tempo si sono proposte diverse agenzie per prendere in mano il compito. La Argo era tra queste”, ha confermato Beltraminelli.
“Il responsabile operativo della Argo era un collaboratore della società che gestiva il centro, aveva un’esperienza qualificata ed era stato apprezzato durante l’attività con la prima ditta. La Argo ha sottoposto una proposta strutturata comprendente l’accompagnamento dei richiedenti d’asilo e non solo la loro sorveglianza. Il centro infatti ospitava non più persone in attesa di essere allontanate ma persone che restavano per diversi mesi”.
“Le tariffe erano vantaggiose: un fatto positivo in un periodo di contenimento dei costi. La Confederazione non dà abbastanza soldi per gestire questa problematica”, ha rimarcato Beltraminelli.
“Si è deciso un contratto di prova per verificare l’idoneità della ditta, valido dal 27 luglio 2014 al 31 dicembre 2014. Questo contratto è stato firmato da me e dal capo divisione. Quella con la Argo è stata un’esperienza positiva e tacitamente riconfermata a livello di Divisione con gli stessi prezzi e condizioni”.
“Le fatture venivano trasmesse mensilmente al capoufficio USSI per una verifica dei lavori svolti. Dopo le opportune verifiche tenendo conto della presenza nel centro. Il prezzo orario è definito un prezzo economico, probabilmente molto basso. Si può discutere se troppo basso. In seguito l’ordine di pagamento veniva trasmesso alla Sezione delle finanze del DFE per la verifica e il pagamento”.
A inizio discorso Beltraminelli aveva posto l'accento sulla necessità di contenere i costi: "Abbiamo dovuto operare in un periodo di grande pressione politica in questo senso. Il Cantone da solo fatica a far fronte alla gestione degli asilanti, anche con i contributi da Berna".
“Ci si è affidati con una certa prudenza alla Argo – ha proseguito il direttore del DSS - La prima società applicava una tariffa di 48 franchi più iva, La Argo, invece, 35 franchi più iva (più 10% nelle ore notturne). In 2 anni e mezzo la società ha beneficiato di un compenso che ammonta a 3'391'000 franchi. C’è una fattura non ancora pagata di circa 60mila franchi”.
“È mancata una risoluzione governativa, per questo il mandato non è stato inserito nell’apposito applicativo cantonale delle commesse pubbliche. Non c’è stata mancanza di trasparenza, bensì lacune formali in una situazione di emergenza – ha detto Beltraminelli – La Divisione ha provveduto a rinnovi taciti viste le buone esperienze con la ditta”.
“La scelta della Argo – ha spiegato Beltraminelli - è fondata su tre criteri: Competenze e esperienza del responsabile operativo, la presentazione di un valido concetto di gestione e il rapporto qualità-prezzo”.
"La stessa Argo ha ottenuto una regolare autorizzazione a esercitare nell'ambito della sicurezza e il suo operato è stato controllato regolarmente tramite incontri settimanali tra la ditta, i funzionari, le autorità comunali e la Polizia".
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