
Le spiegazioni del direttore del DSS Paolo Beltraminelli sul caso del mandato diretto affidato alla Argo One (vedi articolo suggerito) non hanno convinto l'UDC ticinese, che rimproovera al presidente del Governo "scarsa attitudine ad assumersi le responsabilità".
Il presidente Piero Marchesi ha affifdato a Facebook il suo pensiero sulla vicenda. Ve ne riportiamo un estratto: "Ieri ho seguito online per circa 15 minuti l’intervento del Presidente del Consiglio di Stato e Direttore del DSS, Paolo Beltraminelli, il quale, in modo molto confuso e poco convinto ha tentato di difendere l’operato del suo Dipartimento circa lo scandalo degli appalti alla ditta di sicurezza Argo One".
Per Marchesi si è trattato di "un’arringa debole e di una prevedibilità tale che ricorda i bambini beccati a rubare la marmellata, che per difendersi cercano ogni appiglio e ogni scusa. Anche quelle più improbabili e ridicole".
"Da cittadino sono profondamente amareggiato e arrabbiato nel venire a conoscenza che in questo caso (sarà l’unico?) i soldi dei contribuenti sono stati gestiti in malo modo, con sufficienza, con improvvisazione e con scarsissimo rispetto. Rispetto per chi ogni anno paga le imposte e le tasse che in Ticino sono viepiù in aumento".
"Non chiedo la testa di Beltraminelli, perché in coscienza mi rendo conto che un direttore di dipartimento non possa avere tutto sotto controllo, ma rimprovero al Presidente del Governo scarsa attitudine ad assumersi le responsabilità - prosegue Marchesi - Responsabilità che non devono certamente portare a rassegnare le dimissioni, ma ad impegnarsi nel voler fare chiarezza, capire il motivo per cui si è potuto verificare un simile scandalo e mettere in atto un sistema di controllo interdipartimentale che eviti il cattivo impiego di ulteriori risorse pubbliche. Questo nel DSS come in tutti gli altri Dipartimenti. Nessuno escluso. Da un Consigliere di Stato, in modo particolare dal presidente, mi aspetto presa di responsabilità e capacità di affrontare le difficoltà con mente fredda, trasparenza e tenacia, cercando le falle nel sistema, trovando i colpevoli e prendendo le misure che tutti i ticinesi si aspettano".
"Ieri, purtroppo, ho visto solo grande imbarazzo, molte, troppe scuse e poca concretezza, scarsa decisione e dubbie capacità nel prendere il toro per le corna. Auspico che il Governo prenda la situazione in mano e arrivi a breve, in collaborazione con le entità preposte all’indagine, con delle misure chiare e incontrovertibili. Mi aspetto che chi ha sbagliato approfittando della fiducia dei ticinesi, venga licenziato".
"Questo serve per consolidare la fiducia nelle Istituzioni e per tutelare i dipendenti pubblici che ogni giorno lavorano con impegno e serietà. Questo è quanto dovuto ai ticinesi", conclude Marchesi.
Goià nella giornata di ieri il deputato Tiziano Galeazzi, presente in aula, aveva parlato di "classica nebulosa in salsa ticinese".
"Mi dispiace ma personalmente ho molti dubbi sul sistema "Ticinese" - ha scritto sempre via social, dove ha lamentato una certa mancanza di trasperenza. "Inizio a focalizzare un malcostume generalizzato coperto da cortine fumogene per distogliere gli occhi dalla realtà, oltre ad un abbassamento della qualità e della serietà che ci ha contraddistinto per anni rispetto ad altri Paesi".
"Domanda scomoda - ha concluso - dov'erano oggi coloro che a gran voce qualche settimana fa chiesero le dimissioni di Norman Gobbi?"
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