
Il Consiglio svizzero della Stampa ha accolto i reclami presentati dal sindacato UNIA e da altri ricorrenti per la pubblicazione, nell'ottobre del 2017, da parte del Corriere del Ticino, di nomi e circostanze attinenti alla sfera privata di due ex dipendenti della società di sicurezza Argo 1, che si erano rivolti al sindacato per denunciare mancati versamenti salariali e altre irregolarità.
Il Consiglio svizzero della Stampa ha evidenziato che in questo caso la menzione del nome di uno dei testimoni è da ritenersi illecita in quanto non era dato "un interesse prevalente alla pubblicazione". Una decisione di cui il sindacato ha preso atto "con soddisfazione", anche per l'importanza che rivestono "le testimonianze dei lavori nell'azione di contrasto della criminalità d'impresa".
Dal canto suo il Corriere del Ticino ha dimostrato di non aver reso noto per primo il nome di uno dei due dipendenti. Questo era già comparso in un servizio di Falò andato in onda giovedì 28 settembre. Una puntata che è stata molto seguita e che aveva rivelato molti retroscena del caso Argo 1.
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