
La strategia della mediazione ha fruttato un primo incontro tra Marina Masoni e il Governo. Lunedì scorso il presidente Marco Borradori, accompagnato dal cancelliere Gian Piero Gianella, si è recato nello studio legale Masoni in via Frasca a Lugano. Al centro della visita, gli archivi del Dipartimento finanze ed economia, che l’ex ministra ha trascolato a Lugano. L’incontro segna un passo avanti in una vicenda che aveva finora registrato un muro contro muro. Con tanto di scambi di raccomandate e di minacce di denunce penali per violazione del segreto d’ufficio e sottrazione di documenti. Secondo indiscrezioni, questo primo vis-a-vis sarebbe andato benino. E la trattativa per la restituzione di almeno parte dei documenti, quelli considerati di proprietà dello Stato, è dunque avviata. Nel corso dell’incontro, durato un’oretta, Masoni ha mostrato parte dei documenti raccolti nei famosi 1400 faldoni riposti negli scantinati di via Frasca. Borradori ha consegnato a Masoni una distinta con elencati i dossier che il Governo pretende siano restituiti. L’ex ministra ha assicurato che visionerà la lista e farà sapere le sue intenzioni. Insomma, il giallo degli archivi non è ancora risolto, ma si è quanto meno sbloccato. Entro due settimane al massimo è in agenda un secondo incontro in via Frasca. [email protected]
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