
Squadra che vince non si cambia, casomai si perfeziona. Si potrebbe riassumere così la posizione dell’Associazione delle Polizie comunali Ticinesi, riunitasi ieri in assemblea. Il riferimento è chiaro: il modello attuale funziona, stravolgerlo o uniformarlo non avrebbe senso. Dopo l’archiviazione da parte del consigliere di Stato Claudio Zali del citato modello «Polizia ticinese» e le alternative future prospettate, il presidente Orio Galli non ha dubbi sulla direzione da prendere: «Questa condivisione, tra virgolette forzata, ci è stata richiesta, ma non potevamo dar seguito a questa richiesta perché ci sono dei punti che, secondo noi, devono essere rivisti. Le fasce orarie di competenza delle Polizie comunali: il focus deve essere fatto in un altro modo, in base a quelli che sono gli eventi nel rispettivo territorio o ai vari comportamenti che necessitano delle pattuglie sul territorio. Non si tratta, semplicemente, di garantire delle fasce orarie».
Lugano prima in classifica sul piano della sicurezza
A riprova del buon funzionamento dello status quo, ha sottolineato Galli, il fatto che la Città di Lugano sia prima in classifica, in Svizzera, sul piano della sicurezza. Ma anche il resto del cantone non se la cava male. Il rischio di eventuali scenari imposti o proposti, insomma, è quello di perdere per strada elementi fondamentali. Temi, appunto, emersi all’interno del gruppo di lavoro che ha accompagnato il progetto – ora archiviato – di Polizia ticinese ma non pienamente accolti e ascoltati nella fase conclusiva. Le discussioni intorno ad un’eventuale riforma della Polizia di questi ultimi anni per il presidente dell’Associazione non vanno certo cestinate in toto. L'auspicio? Una presa di posizione politica che tenga conto delle specificità.
Il cambio di colore della divisa
Temi anche più di colore all’ordine del giorno dell’assemblea, come il cambio di colore della divisa: «Vestiremo la nuova divisa, vedremo di cambiare il colore delle mostrine perché ci pare che cromaticamente parlando non sia così, ehm, invitante. Adesso non vorrei fare il Röstigraben di turno, ma ci siamo adeguati alla divisa svizzero tedesca. Va benissimo, chiediamo però che almeno vengano rivisti cromaticamente le nostre mostrine. Abbiamo anche lì una decisione unanime di tutti i corpi di polizia per passare al blu scuro e non più al rosso».

