
Abe camminava regolarmente sul ciglio della strada. La donna che lo ha investito non viaggiava ad una velocità sostenuta. Queste le prime due valutazioni che fanno riferimento al tragico incidente della circolazione avvenuto il 20 dicembre a Castione e che è costato la vita a Abeneser Venzi, il ragazzo 12enne di Gnosca investito nella zona industriale di Arbedo-Castione la sera del 20 dicembre, alle 17:30. Lo riferisce laRegione. Camminava in quel tratto buio. Aveva perso il bus e si stava avvicinando a casa. Una donna di 56anni stava invece rincasando, nel Varesotto. Il buio e la mancanza di illuminazione le hanno impedito di vedere il ragazzo e l’ha travolto, facendogli battere il capo sulla parte bassa, a destra, del suo parabrezza. Il ragazzo non ha fatto movimenti bruschi. La donna non è riuscita ad evitarlo, ed ora è sotto inchiesta per omicidio colposo. Velocità normale, nessuna assunzione di alcol o sostanze vietate. Solo fatalità? Si direbbe di si, anche se a dire la verità il codice della strada prevede che si debba avere una particolare prudenza quando si viaggi in condizioni particolari, come era quella sera. Ma si dovrà anche valutare il fatto che Abe camminava sul ciglio destro della strada. Fin da piccoli ci insegnano di sempre camminare su quello sinistro, se non c’è marciapiede, in modo da poter vedere i veicoli che arrivano. Insomma è stata fatalità oppure si poteva evitare? Sarà l’inchiesta a stabilirlo. L’unica cosa certa che ci sono due famiglie distrutte, e questo purtroppo è un fatto accertato.
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