
Giuseppa Campa, detta Pina, 55enne titolare dell’Aquolina, finita in carcere con le accuse di appropriazione indebita, conseguimento fraudolento di una falsa attestazione, amministrazione infedele, appropriazione indebita di trattenute salariali, cattiva gestione e omissione delle contabilità, era anche oberata dai debiti. Secondo quanto riferisce il Corriere del Ticino, dall’inchiesta sono emersi precetti esecutivi e attestati carenza beni per un totale di 700'000 franchi. In questa cifra sono compresi i salari non pagati ai dipendenti. Ma anche la pigione del locale di Corso San Gottardo 58, di proprietà della parrocchia. A causa di questo scoperto, la parrocchia aveva infatti sfrattato l’Aquolina. La speranza dei creditori è quella di poter recuperare quanto spetta loro sotto forma di indennità per insolvenza. Intanto anche il Tennis Club Chiasso ha deciso di interrompere il rapporto di lavoro con Pina Campa. La donna infatti gestiva il bar del club.
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