
La notizia è stata data ieri a Palazzo Lombardia a Milano da Vieri Ceriani, capo negoziatore da parte italiana nelle trattative con la Svizzera: il governo italiano ha chiesto alla Commissione UE di aprire una procedura di infrazione nei confronti della Svizzera, per due presunte violazioni degli accordi bilaterali.
La prima violazione concerne la decisione del Canton Ticino di chiedere l'estratto del casellario giudiziale e il certificato dei carichi pendenti ai frontalieri che rinnovano o sollecitano il permesso di lavoro. La secondo riguarda invece l'introduzione di un moltiplicatore unico d'imposta al 100% per i frontalieri, approvata dal Gran Consiglio nel novembre scorso.
"Sulla strada delle trattative con la Svizzera per i problemi fiscali ci sono due grossi ostacoli" ha dichiarato Ceriani, secondo quanto riporta oggi La Regione. "Il moltiplicatore comunale per le imposte e la schedatura dei frontalieri."
Ceriani si è poi espresso sulla recente decisione del Consiglio di Stato di non bloccare la sessantina di milioni di franchi di ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri. "È una decisione, per altro dovuta, che ha solo parzialmente stemperato la tensione" ha affermato colui che è stato già in primo piano nelle trattative che hanno portato all'accordo fiscale tra Roma e Berna siglato a inizio anno.
Vista anche la presa di posizione del Consiglio federale sulle norme sui permessi decise dal direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, Ceriani si è comunque detto fiducioso sul buon esito della richiesta italiana: "Entro la fine dell'estate dovremmo riuscire a trovare un accordo."
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

