
La maggioranza del Gran Consiglio ha approvato quest’oggi l’amnistia fiscale cantonale. 51 i favorevoli, 15 i contrari. Si tratta di un'iniziativa parlamentare, sostenuta dal PLR, Verdi, Lega, UDC e PPD, che prevede nel bienno 2014-2015 uno sconto del 70% sull’aliquota dell’imposta per chi autodenuncia i capitali in nero. Uno sconto che concerne l’imposta comunale e cantonale, ma non quella federale, per la quale bisogna pagare invece l’aliquota intera. Si intende così favorire il recupero di risorse nascoste, in un momento di crisi economica in cui il cantone fatica a reperirne.
I socialisti si sono espressi contrari a tale provvedimento. Da una parte per una questione etica perché secondo loro la misura favorisce chi evade il fisco. Dall’altra per una questione giuridica. Secondo i socialisti il nuovo provvedimento non sarebbe conforme alle leggi federali in materia.
Anche gli altri partiti non hanno nascosto le implicazioni etiche. Per garantire il consenso si è dunque deciso di vincolare i proventi dell’amnistia a un fondo cantonale per l’occupazione, destinato a misure di inserimento professionale. Una manovra che, di nuovo, non è piaciuta al partito socialista che ha preannunciato il ricorso al Tribunale federale.
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