
Approdata nell'aula del Gran Consiglio ticinese con un anno di ritardo e 25 emendamenti, la nuova pianificazione ospedaliera - che divideva anche gli stessi sostenitori del rapporto di maggioranza - è stata approvata oggi.
Semaforo verde del Parlamento per la riforma in questione dopo un lungo e animato il dibattito, durato oltre 7 ore. Si tratta in sostanza di una nuova impostazione dei nosocomi, dei compiti e delle attività. Rilevante soprattutto la maggiore collaborazione tra strutture pubbliche e private.
Da sottolineare poi il dietrofront sui Reparti acuti di minor intensità e i relativi 180 letti, che rientreranno nel cappello della LAMal previsto per le case di cura. Inoltre il contenuto dei Rami sarà di pertinenza ospedaliera, gli istituti di Faido e Acquarossa manterranno dei letti per le cure acute e all'ospedale Beata Vergine di Mendrisio sono stati assegnati 30 e non 15 letti AMI.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

