
L’idea di fondo è quella di condividere – tra Italia e Svizzera - competenze in ambito formativo e professionale. Più precisamente, nell’ambito dell’apprendistato. In che modo? Semplicemente sdoganando in Italia il modello svizzero. Ma andiamo con ordine. Stando a TeleTicino, il progetto pilota - che partirà verso la metà di giugno e durerà un anno - è stato approvato negli scorsi giorni dal Consiglio di Stato nell’ambito del programma Interreg, la piattaforma di cooperazione transfrontaliera promossa dall’Unione Europea con lo scopo di rafforzare la cooperazione tra i due Paesi in ambito economico, ambientale e culturale. Collaborazione economia sia, dunque. Del resto lo slogan del programma Interreg è davvero allettante: “Le opportunità non hanno confini”. Nello specifico, il progetto – proposto congiuntamente dal DECS e dalla Provincia di Como – prevede la creazione di una rete di aziende – al di qua e al di là del confine - nelle quali l’apprendista potrà svolgere una parte della proprio tirocinio. Insomma, una sorta di libera circolazione degli apprendisti. I ticinesi potranno completare il percorso formativo in Italia, e viceversa, gli italiani lo potranno fare in Ticino. E questo “a vantaggio di entrambi”, ci spiega il responsabile del progetto per il dipartimento dell’educazione, Vittorio Silacci. “Gli apprendisti potranno attingere alle competenze e alle eccellenze di entrambi i Paesi”. A breve verranno concordati i settori professionali nei quali si vorrà intervenire in via sperimentale. Tra questi figura quello della vendita e quello del mobil desing. Fin qui tutto bene. Con Interreg, davvero, “le opportunità non hanno confini”. Rimane però da chiarire un dettaglio, che poi tanto marginale non è. Al termine della formazione gli apprendisti riceveranno un doppio certificato che di fatto parificherà l’apprendista italiano a quello ticinese, spalancando le porte al mercato cantonale. E come per magia “le opportunità – di chi? - non hanno più confini”. fp
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