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Ticino
Appalti: "Soldi pubblici alle aziende svizzere"
Redazione
12 anni fa
Zali presenta la riforma della Legge sulle commesse pubbliche. Previste sanzioni più severe in caso di violazioni

Una misura pensata per salvaguardare il mercato del lavoro in Ticino e in Svizzera. Questo l'obiettivo della riforma della Legge sulle commesse pubbliche, presentata quest'oggi a Bellinzona dal Direttore del Dipartimento del Territorio Claudio Zali

La revisione prevede che, fino a un massimo di 8.7 milioni di franchi per le commesse edili e fino a 350 mila franchi per le forniture e servizi, le commesse pubbliche saranno riservate esclusivamente ad aziende svizzere. Una manovra che permetterebbe di attribuire ad imprese locali circa 450 milioni di franchi di appalti. 

Il Dipartimento del territorio ha inoltre introdotto il principio di divieto di subappaltare. Nel caso fosse eccezionalmente consentito, sarà possibile unicamente con soggetti che hanno sede o domicilio in Svizzera. A patto che il contratto rispetti i requisiti di legge.

La nuova legge inoltre estende l’accesso solo alle ditte indigene anche per quello che riguarda i committenti che percepiscono sussidi pubblici.

Tutte le opere finanziate dal Cantone, in misura superiore al 50% o a 1 milione di franchi, dovranno rispettare il principio d’accesso prioritario alle aziende svizzere.

In caso di violazioni i sussidi verranno ritirati. Inoltre si intende aumentare i limiti per le procedure a invito fino a importi di 250mila franchi e fino a 150mila franchi per quelli diretti.

La revisione prevede in ultima battuta un inasprimento delle sanzioni in caso di violazioni. Per l’imprenditore è prevista l’esclusione dagli appalti pubblici con eventuali sanzioni amministrative. Il committente invece rischierà di perdere i sussidi pubblici e incorrere in sanzioni penali.

Maggiori informazioni questa sera alle 18.45 su TeleTicino. 

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