
Gli appalti pubblici milionari sono uno dei settori di guadagno più redditizio delle mafie e anche alle nostre latitudini il fenomeno non è nuovo.
Sotto gli occhi dei riflettori e della giustizia era già finita la Condotte SA, ditta italiana, che si è aggiudicata l'appalto della Galleria di Base di Alptransit del Monte Ceneri, ma all'epoca le era stato ritirato per qualche mese il certificato antimafia. Si parlava di legami con la 'ndrangheta e vicende legate a un appalto della Salerno-Reggio Calabria.
In Ticino, la ditta è stata anche attiva in appalti concessi da Armasuisse, sempre con lavori al Ceneri, e allo svincolo autostradale di Mendrisio con un'azienda da lei controllata. Nemmeno un mese fa l'ultima vicenda giudiziaria che l'ha coinvolta: un manager è finito sotto inchiesta nei lavori del Terzo Valico in Liguria, il naturale prolungamento di Alptransit che dovrebbe collegare Rotterdam e Genova. Le accuse vanno dalla corruzione alla tentata estorsione, fino all'associazione a delinquere. Dietro, sempre l'ombra della 'ndrangheta. "Il cemento in alcune opere sembra colla" scrivevano i magistratura nella ordinanza di custodia cautelare.
"L'inchiesta - aveva spiegato Michele Prestipino, procuratore aggiunto del Dipartimento antimafia di Roma - nasce dalla scoperta di un circuito di riciclaggio a Roma, legato a fenomeni di stampo mafioso". Secondo informazioni raccolte da Radio3i, ora la ditta avrebbe messo gli occhi su un appalto pubblico concesso dalla Confederazione in Ticino, da quasi 100 milioni di franchi. L'USTRA non avrebbe ancora deciso l'assegnazione, ma in molti addetti ai lavori e non sono preoccupati. Settimana scorsa sul tema il Consigliere nazionale PPD Fabio Regazzi ha inoltrato al Consiglio Federale un'interrogazione che chiede lumi sul fenomeno.
Radio3i l'ha intervistato per capirne di più su questo fenomeno un po' sottaciuto: "Si forse è un fenomeno di cui non si parla ancora abbastanza, ma che ritengo estrememamente preoccupante. È venuto alla luce in Ticino anche grazie a delle segnalazioni molto importanti."
Secondo Regazzi, "il pericolo di infiltrazioni mafiose non è piu solo virtuale, ma anche reale. I contratti pubblici sono una manna." Per il Consigliere nazionale è importante "capire in che maniera il Consiglio federale è cosciente del problema e come intende contrastare questo fenomeno."
In gioco, soprattutto gli interessi del nostro cantone: "Il Ticino - ha chiosato Regazzi - è il bersaglio ideale per queste organizzazioni malavitose."
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