
Si è tenuta oggi a Bellinzona la conferenza stampa dell’Ufficio per la sorveglianza del mercato del lavoro e dell’associazione interprofessionale di controllo, occasione per presentare le nuove misure adottate dal gruppo interdisciplinare d’osservazione edilizia. Nell’ultimo anno è stato registrato un notevole aumento del numero di mancate notifiche da parte di lavoratori distaccati, nonché un aumento del numero degli indipendenti e dei falsi indipendenti. Il presidente dell’AIC Renzo Ambrosetti ha sottolineato la necessità di un interscambio tra gli enti che si occupano della libera circolazione delle persone, in modo da promuovere un cambiamento etico che garantisca un più ampio rispetto delle regole, sia da parte delle ditte indigene che da parte di quelle estere. Tale necessità di interscambio e coordinamento dei controlli è stata ribadita anche da Lorenza Rossetti, presidente dell’USML, in modo da poter scoprire velocemente chi viola le regole e avviare le relative procedure sanzionatorie. Ed soprattutto sul rafforzamento dell’apparato sanzionatorio che si concentra il dipartimento del territorio rappresentato da Vinicio Malfanti. Con la modifica della legge cantonale sulle commesse pubbliche, accanto alla possibilità già prevista di escludere il contravventore da ogni aggiudicazione per un periodo di cinque anni, si è introdotta anche la possibilità di comminare una pena pecuniaria pari al 20% del valore della commessa. L’intento è colpire anche le ditte estere che dall’esclusione dagli appalti non subirebbero grande danno, come accade invece per le ditte elvetiche. Anche la Suva si profila quale organo d’esecuzione in grado di comminare sanzioni. Come spiegato da Nicola Skory, i datori di lavoro svizzeri sottoposti alla legge federale sull’assicurazione contro gli infortuni, in caso di violazioni della legge possono subire un aumento del premio assicurativo, mentre i datori di lavoro esteri sono passibili di denuncia penale."Il mio messaggio é uno solo: in Ticino si controlla" ha detto dal canto suo il direttore degli impresari costruttori Edo Bobbià che, a nome della categoria, si rallegra degli sforzi fatti per proteggere l'edilizia dagli abusi. Per gli impresari costruttori non si tratta di fare del protezionismo ma bisogna tutelare con ogni mezzo la qualità del lavoro delle imprese e degli artigiani ticinesi.Claudia Rossi
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