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Ticino
Appalti pubblici in Italia, il caso del volantino “ufficiale”
Redazione
13 anni fa
Il caso che sta irritando mezzo Cantone sulle guide turistiche stampate in Italia: "Macché ufficiale"

All’inizio tutti gli elementi facevano pensare ad una nuova polemica che avrebbe travolto l’ente pubblico. Della serie “ecco che ci risiamo: per risparmiare si danno appalti a ditte italiane”. Ma poi la trama si è districata e la vicenda che vi raccontiamo - e che ha irritato mezzo Ticino - ha avuto un esito ben diverso. Altro che guida turistica ufficiale.

Quella che vedete in immagine (guarda nella gallery) viene stampata in Italia, è un’iniziativa privata e non ha nulla a che vedere con le iniziative promosse da TicinoTurismo e dalla città di Lugano. Ha fatto andare su tutte le furie non solo l’industria grafica ticinese ma anche il municipale di Lugano Lorenzo Quadri, l’iniziativa di una società di stampa italiana, la Publierre di Luino. In procinto di stampare una guida turistica dedicata al Luganese e il Malcantone, ha contattato una serie di ristoratori ticinesi mettendo in vendita gli spazi pubblicitari della pubblicazione. Nulla di male. Se non fosse che nella lettera accompagnatoria, la guida viene spacciata per “ufficiale”.

La cosa ha fatto indispettire alcuni esercenti, che inizialmente hanno pensato che la guida fosse veramente ufficiale e che fosse stata data in appalto dagli enti turistici locali ad una ditta italiana. Tant’è che alcune pagine dell’opuscolo promuovono l’attività di servizi quali l’autopostale oppure la Società di navigazione di Lugano. Il giro di voci si è diffuso a macchia d’olio e in un attimo la notizia è giunta all’orecchio dell’associazione ticinese dell’industria grafica, la Viscom, che è andata su tutte le furie. Stefano Gazzaniga, portavoce: “Quando una ditta italiana dice che stamperà 20mila copie, come in questo caso, non abbiamo alcun modo di verificare che sia vero. In Ticino invece gli inserzionisti sono protetti dall’ufficialità dei dati Remp”.

Anche il municipale di Lugano Lorenzo Quadri, responsabile del turismo, è particolarmente infastidito dalla pubblicazione autoproclamatasi “ufficiale”: “Non so se sia legale… l’importante è che gli inserzionisti non ci caschino”.

Da qui l’appello, in particolare ai servizi pubblici, a non acquistare spazi pubblicitari sulle riviste italiane concorrenti. Anche se, come abbiamo poi scoperto contattando il portavoce della ditta di Luino, le società citate pocanzi non hanno comprato alcuna pubblicità sulla guida in questione. Abbiamo contattato il rappresentante legale della ditta per raccogliere le sue motivazioni. 

Ascolta le motivazioni di Angelo Romano della Publierre S.A.S. nell'intervista telefonica allegata qui sopra.

Matteo Bernasconi

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