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Appalti in ripresa, Bagnovini: «Guardiamo con ottimismo ai prossimi mesi»
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
La pausa estiva si avvicina e i settori riuniti sotto il cappello della SSIC possono fare un bilancio di questa prima parte di 2026. Malgrado le sfide, l'associazione mantello può sorridere.

«Nel secondo trimestre sono giunti parecchi appalti pubblici che hanno dato fiducia. Si è potuto aumentare anche le riserve di lavoro. Guardiamo con ottimismo a questa meritata pausa dopo sei mesi di lavoro». Il bilancio di Nicola Bagnovini, direttore della sezione ticinese della Società Svizzera Impresari Costruttori (SSIC), è tutto sommato positivo. Buone notizie in particolare dal fronte degli appalti: «nel secondo trimestre c'è stata una bella evoluzione. La media supera quella del triennio prepandemia e dello scorso anno», spiega Bagnovini. Guardandosi indietro, però, non sono mancate le sfide per gli impresari costruttori. 

Prezzi dei materiali

Le tensioni internazionali si sono fatte sentire in particolare per i prezzi dei materiali: «abbiamo assistito ad aumenti che hanno messo in difficoltà le aziende di costruzioni, che non potevano calcolare offerte attendibili. I rivenditori davano prezzi dei materiali con una durata di 3-5 giorni, mentre l'offerta ha una durata di sei mesi. È facile immaginarsi il carico di responsabilità e di rischio imprenditoriale che le imprese hanno assunto in questi periodi. Alcuni materiali hanno subìto aumenti di 30%, come il bitume». Difficoltà di approvvigionamento che si sono affievolite nelle due settimane, ci viene detto.

Caldo e tutela dei lavoratori

Ad affievolirsi, recentemente, è stato anche il caldo. La canicola ha inciso soprattutto sulla pavimentazione, che ha dovuto ricorrere all'orario ridotto. Per quanto riguarda l'edilizia, le misure di accompagnamento sono giudicate positivamente dagli impresari costruttori. Di diverso avviso i sindacati, che di recente hanno chiesto maggiori tutele per i lavoratori - di diversi settori, in generale - esposti alle alte temperature. Secondo la SSIC ulteriori oneri legati al caldo non dovrebbero ricadere sugli impresari: «noi siamo contrari a misure generalizzate per tutti i settori perché ogni ambito professionale ha le proprie caratteristiche. È chiaro che è compito del datore di lavoro fare tutto il possibile affinché si possa lavorare in un ambiente sano, quindi prevenendo malattie e infortuni sui lavori. Da parte nostra diciamo che è giusto discutere il tema, come abbiamo fatto con i sindacati, anche applicando applicato dei correttivi, delle misure che si impongono in casi eccezionali. Speriamo che questi rimangano eccezionali - perché la situazione sta cambiando drasticamente», prosegue Bagnovini.

La pausa estiva in discussione?

Anche la pausa estiva stessa è oggetto di discussione tra gli impresari costruttori. Le posizioni si dividono tra chi è favorevole a fermare i cantieri per le canoniche due settimane di agosto, e chi preferirebbe maggiore flessibilità. «Internamente abbiamo gran parte delle piccole e medie imprese che vogliono continuare a mantenere questa usanza. Le grosse fanno pressione per poter togliere le vacanze collettive, ci sono visioni molto diverse», spiega Bagnovini. «Da un lato è chiaro che chiudere tutto il settore permette di sfruttare le vacanze in un periodo interessante per tutti i collaboratori, e di evitare problemi organizzativi, soprattutto alle piccole ditte che non hanno grandi ricambi. È vero anche che il periodo non è il più indicato per godere delle vacanze per via dei prezzi e della ressa, ma è una valutazione che non siamo ancora pronti a fare. Una decisione delicata che non trova ancora il consenso all'interno dell'associazione», conclude Bagnovini.