
"Siamo consapevoli che le organizzazioni criminali rappresentano una minaccia per la Svizzera, soprattutto negli appalti". Queste in sintesi, le parole fornite la scorsa settimana dal Consiglio federale in risposta a un’interpellanza del Consigliere nazionale PPD Fabio Regazzi che chiedeva lumi sul fenomeno delle infiltrazioni mafiose nel settore pubblico in Svizzera e Ticino.
Nella sua risposta, il Governo spiega che la legislazione federale sugli acquisti pubblici è attualmente in fase di revisione. Al momento si sa che l'avamprogetto, posto in consultazione prossimamente, prevede una sanzione per gli offerenti condannati per atti di corruzione, oltre che un'esclusione da appalti in corso e futuri. “Sono parzialmente soddisfatto della risposta” - ha commentato Regazzi ai microfoni di Radio3i – innanzitutto perché riconosce l’esistenza del fenomeno e in secondo luogo si dice disposto ad addottorare provvedimenti affinché questi casi non si verifichino”.
“Ma la guardia non va abbassata – ha continuato il parlamentare – sono a conoscenza di appalti già affidati e altri che sono in corso in cui è coinvolta una grossa azienda italiana nel settore delle costruzioni che in Italia è oggetto di diversi procedimenti penali in cui i suoi responsabili sono chiamati a rispondere di gravi reati come corruzioni e infiltrazioni mafiose".
La ditta in odore di mafia, la Condotte-Cossi è attiva nel cantiere Alptransit della galleria del Ceneri e in altri cantieri dal Ticino. La LGV, ditta da lei controllata, secondo informazioni raccolte da Radio3i, proprio oggi ha vinto un appalto da quasi 10 milioni sempre per Armasuisse al Ceneri. Il presidente del Consorzio dei lavori Condotte-Cossi è attualmente invischiato in una vicenda penale non di poco conto. Secondo una vasta inchiesta del settimanale l’Espresso del 29 novembre, nelle recenti inchieste di Roma e Genova sul Terzo valico (dove sono stati arrestati 4 manager del consorzio COCIV) l’uomo è indagato per turbativa d’asta: un appalto da 68 milioni che secondo l’accusa fu truccato per favorire la società Condotte, di cui è capo azienda, alleata con la cooperativa emiliana Ccc. L’uomo, in luglio, progettava di quotare in Borsa il suo gruppo, che con 1,3 miliardi è il terzo per fatturato in Italia, due gradini sotto Salini-Impregilo.
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