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Ticino
Appalti Alptransit: non solo in tedesco
Redazione
18 anni fa
I contratti per il cantiere AlpTransit del Monte Ceneri non devono necessariamente essere redatti in tedesco: la conferma giunge oggi dal Tribunale federale

I contratti per il cantiere AlpTransit del Monte Ceneri non devono necessariamente essere redatti in tedesco: la conferma giunge oggi dal Tribunale federale. Diventa così definitiva una precedente sentenza del Tribunale amministrativo federale (TAF) che nello scorso luglio aveva accolto, perlomeno parzialmente, un ricorso della sezione ticinese della Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC TI).Nel bando di concorso del lotto 852 di AlpTransit San Gottardo era indicato che la lingua dell'offerta era l'italiano o il tedesco e che tutte le domande o le procedure potevano essere trasmesse in una di queste lingue. Le modalità per l'assegnazione dell'appalto prevedevano però che la lingua contrattuale fosse unicamente il tedesco, disposizione che - su ricorso da parte degli impresari ticinesi - è stata in seguito cancellata dal TAF in considerazione degli effetti discriminatori nei confronti di potenziali offerenti di lingua italiana.AlpTransit, che contestava alla SSIC anche la legittimazione a interporre ricorso, ha impugnato la decisione presso il Tribunale federale, ma le sue tesi sono ora state dichiarate inammissibili. Pur non entrando nel merito della questione, la massima autorità giudiziaria" afferma che AlpTransit "ha dimostrato di disporre di personale con le competenze necessarie per poter gestire numerose procedure anche, se non esclusivamente, in italiano".Il tema della lingua contrattuale "di per sé non è di poco conto" perché "tocca la questione sensibile del quadrilinguismo e del rispetto delle lingue minoritarie", si legge nella sentenza, in cui si precisa che "l'uso dell'italiano quale lingua contrattuale non causerebbe alla ricorrente dispendi organizzativi e finanziari rilevanti".In un comunicato la sezione ticinese della Società svizzera degli impresari costruttori, esprime "viva soddisfazione". Si tratta, sottolinea la SSIC, "di un chiaro invito ai funzionari federali al rispetto delle minoranze".ATS

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