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Ticino
Aperture? “Occorre guardare la regionalità”
Redazione
6 anni fa
Così Christian Garzoni in vista della Conferenza stampa del Consiglio federale: “Il virus circolerà di più”. Sui vaccini: “Il Governo faccia pressione, è importante mettere in sicurezza le persone a rischio”

Il Consiglio federale oggi svelerà ufficialmente le sue carte. Se sia rimasto sulla sua strada o abbia cambiato completamente strategia, non è ancora dato saperlo. Tutti però rimaniamo in attesa delle decisioni che daranno il via a un nuovo, l’ennesimo, capitolo legato alla pandemia. I colleghi di Radio3i in attesa della conferenza stampa di questo pomeriggio hanno raggiunto il direttore sanitario della Clinica Luganese Moncucco Christian Garzoni. “Oggi la Svizzera sta passando un periodo positivo ma artificiale, cioè creato dalle chiusure. Ci sono cantoni dove la situazione è migliore come il Canton Ticino mentre in Romandia la situazione è più critica”, spiega il medico.

Sempre più casi di variante inglese
Per Garzoni, a tal proposito, il Consiglio federale dovrebbe pensare di riprendere il concetto di regionalità attuato ad un certo punto della pandemia. Ora, in ogni caso, le varianti sono il problema più grande. “Anche in Ticino circa la metà dei casi sono di variante inglese e la sua presenza sta aumentando. Questo sarà il parametro che farà rallentare le riaperture del Governo”, aggiunge.

“Giusto riaprire, ma attenzione...”
La strada, comunque, va verso delle riaperture, siano esse totali o meno delle attività chiuse lo scorso 18 gennaio. Ma bisogna essere onesti: “Le aperture portano un rischio che il virus ricominci a circolare di più, il Consiglio federale deciderà di riaprire ed è una cosa corretta”. Per controllare e ridurre la circolazione del virus oltre alle ormai note misure di igiene accresciute ci sono anche altri strumenti. “Testare di più può essere utile e può essere fatto grazie al fatto che ci sono test fattibili su larga scala, inoltre ci sono paesi che hanno introdotto test da fare anche in modo autonomo ed è una strategia utile per evitare focolai per esempio nelle scuole o nelle aziende”, sottolinea Garzoni.

“Il Governo faccia pressione per le dosi di vaccino”
Nonostante il coronavirus sia un grande problema per la società che dovrà convivere con questo ospite indesiderato ancora per molti mesi ciò che, ora come ora, ci fa davvero vedere quella luce in fondo al tunnel è il vaccino. “La cosa più difficile da gestire di questo virus sono i casi gravi perché portano a un sovraccarico del sistema sanitario e portano a tanti morti. Noi sappiamo che i vaccini aiutano a ridurre in maniera importante i casi gravi e i decessi. Se noi proteggiamo la popolazione a rischio potremmo riprendere un’esistenza normale. Spero che il Governo faccia tutte le pressioni necessarie per avere le dosi di vaccino necessarie per mettere le persone a rischio in sicurezza”, conclude Garzoni.

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