
Il Movimento per il socialismo (MPS), tra i più attivi contro le aperture domenicali dei centri commerciali, ha preso posizione in merito alla recente decisione del Ministero pubblico che ha decretato il “non luogo a procedere” in merito alle possibili infrazioni alla legge sul lavoro da parte dei datori di lavoro. La decisione faceva seguito alle istanze di intervento presentate da Matteo Pronzini, deputato MPS e dall’MPS stesso. “L'MPS prende atto con stupore delle conclusioni del procuratore Andrea Balerna il quale dà l'impressione di non aver capito (o di far finta di non capire) che le cose, mentre la procura "indagava" in questi lunghi mesi, sono radicalmente cambiate - si legge nel comunicato - questo dopo che il Dipartimento delle Finanze e dell'Economia (DFE) e l'ispettorato del lavoro hanno annunciato che sia al FoxTown che al Centro Ovale i negozi operano in una situazione di illegalità rispetto alla Legge federale sul lavoro (LL)”. Inoltre: “Appare quindi perlomeno strano che il procuratore pubblico affermi che "Per quanto riguarda la possibile infrazione alla legge sul lavoro da parte dei datori di lavoro, il Ministero Pubblico ritiene, prima di eventualmente esprimersi, di dovere attendere l’esito della procedura amministrativa iniziata dall’Ufficio dell’ispettorato del lavoro, conformemente allo spirito della legge sul lavoro". Certo, deve attendere la procedura in materia di responsabilità penali (qualora i negozi non ottemperassero alle indicazioni che, prima o poi, il DFE e l'Ispettorato intimeranno loro - di questo passo saremo tutti morti per quel giorno...), ma non ci si venga a dire che non ci si può pronunciare su "possibili infrazioni alla legge sul lavoro" quando ad ammettere tali infrazioni sono addirittura coloro che le hanno commesse...”. In conclusione l’MPS annuncia che la battaglia continua: “Non possiamo infine non rendere noto come l'atteggiamento della Procura costituisca per noi l'elemento fondamentale che ci spinge a chiedere una verifica ancora più approfondita sul comportamento passato e presente della SECO. Lo faremo presso gli organi federali competenti”.
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