
In questi giorni molto si è discusso sulla questione della riapertura delle scuole. Domani sia il Consiglio federale che il DECS dovrebbero rilasciare le loro disposizioni in materia. Intanto, a livello federale si parla dell'11 maggio come possibile data di ripartenza delle scuole dell'obbligo. Oggi inoltre il DECS si è incontrato con comuni e rappresentanti scolastici e ha deciso una deroga all'obbligatorietà per la scuola dell'infanzia e, se necessario, sui primi due anni delle elementari. Inoltre si parla di nuovo di classi dimezzate e misure speciali nelle classi e sui trasporti pubblici. Il TG Speciale di Teleticino ha intervistato Giovanni Bruschetti, sindaco di Massagno e presidente della Commissione regionale dei trasporti del Luganese, per sapere il suo punto di vista sulla situazione e sul possibile ritorno in classe prima dell'estate.
Giovanni Bruschetti, vede l'11 maggio come una data verosimile per la riapertura?Bisognerebbe conoscere la situazione, ma questa situazione non è per nulla chiara. Si pensa di poter aprire all'11 ma non si conoscono le condizioni attraverso le quali si garantirà la salute degli allievi. I dubbi sono evidenti, al momento.Dove vede le criticità, tra le misure proposte?Se si riflette sui numeri la questione è abbastanza evidente: solo a Massagno abbiamo 440 allievi alle elementari, che evidentemente produrranno assembramenti di circa 600 persone, tra genitori, docenti, addetti ecc. Garantire la sicurezza per 600 persone non è per nulla chiaro. Inoltre, noi abbiamo la fortuna di avere una scuola totalmente nuova, con molta flessibilità. Immagino altri istituti abbiano ancora più preoccupazioni: ogni scuola è un caso a parte. Inoltre, ci sono informazioni che disorientano: le distanze sociali che passano di colpo da due metri a un metro, il contatto dei bambini passa dall’essere da evitare a praticabile… io non so giudicare la validità di questi cambi, ma questi disorientano e la popolazione è preoccupata.Se dovesse decidere lei, che strada percorrerebbe?Innanzitutto credo che la scuola dovrebbe poter riaprire nelle migliori condizioni e al più presto possibile. Ma bisogna capire quando le misure saranno praticabili. Bisognerebbe attendere il momento in cui tutti i dati saranno sul tavolo e si potrà prendere una decisione ponderata. Noi considereremo la situazione e daremo le nostre risposte. Ricordiamoci però che le misure che prendiamo oggi saranno probabilmente le misure che si attueranno per diversi mesi. Quindi errori iniziali vanno evitati il più possibile.Cosa pensa dell’apertura di oggi del DECS, sulla deroga all’obbligatorietà per scuola infanzia e primi due anni? Non basta?Non posso giudicare perché non conosco il resto, ma maggiori sono le deroghe più le situazioni sono adattabili caso per caso. Ma a mio giudizio ogni edificio ha le sue caratteristiche a cui bisogna dare risposte specifiche.Sareste pronti eventualmente, come comune di Massagno, a raccogliere gli allievi?Parto dal principio che abbiamo la fortuna di avere aule che partono da 90 metri quadri, ma bisogna capire in che condizioni dovranno essere fruite. Al tempo stesso non si devono escludere possibili ampliamenti temporanei con container o prefabbricati. Ma ripeto, sono tutte soluzioni che immaginiamo senza sapere la materia del contendere. Magari nei prossimi giorni sarà diverso, in quel caso affronteremo la situazione con grande interesse.Si ventila l’ipotesi delle mascherine per gli allievi, è fattibile secondo lei?Immagino sia auspicabile: se la mascherina è vista come un elemento di distanziamento si può applicare. Ma anche qui bisogna sapere se il numero basta, come applicarle, eccetera.
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