
Il prossimo 28 febbraio la popolazione ticinese sarà chiamata ad esprimersi sulla legge sull’apertura dei negozi. L’Agenzia turistica ticinese (ATT), Hotelleriesuisse Ticino, GastroTicino e l’Associazione Campeggi Ticinesi, sono convinti che la possibilità di garantire orari di apertura prolungati renda una destinazione più interessante e attrattiva agli occhi di chi la visita e invitano la popolazione ad accettare il nuovo ordinamento
Secondo quanto riportato dall’Organizzazione mondiale del turismo (UNWTO) lo shopping sta diventando una componente sempre più rilevante nella filiera turistica. Per i viaggiatori moderni, si tratta infatti di un fattore determinante per la scelta di una destinazione, un importante componente dell’esperienza turistica e in alcuni casi, come ad esempio il centro commerciale Fox Town di Mendrisio o la Via Nassa di Lugano solo per citare alcune delle realtà ticinesi, essi possono arrivare ad essere la prima motivazione che spinge i turisti a visitare una destinazione. Il settore turistico ticinese, in linea con il Governo cantonale, è convinto che la nuova legge rappresenti un tassello importante per adeguare il settore del commercio al dettaglio alle mutate richieste della società.
Per quanto il nostro territorio offra invidiabili caratteristiche paesaggistiche, il turismo ticinese risente della stagionalità della domanda. Affinché in futuro le sorti del settore non dipendano unicamente da fattori esterni quali la meteo e il clima, è necessario adoperarsi per proporre una varietà di attrattive di cui poter beneficiare su tutto l’arco dell’anno. In questo caso, il turismo degli acquisti, così come quello congressuale e quello culturale, può risultare fondamentale per fare in modo che l’offerta si regga anche su alternative al clima e al paesaggio.
Dall’indagine sul commercio al dettaglio presentata un anno fa dal professor Carmine Garzia e da tre studenti di Master dell’Usi sono emersi molti dati significativi circa la relazione tra turismo e acquisti. Con una cifra d’affari di quattro miliardi e mezzo, l’industria della vendita sostiene iniziative culturali con un budget annuale di circa 2 milioni di franchi. A beneficiare di questo contributo sono il Rabadan, il Locarno Film Festival e il Moon and Stars. Si tratta di eventi che hanno una tradizione consolidata e che contribuiscono a rafforzare l’immagine del Cantone al di fuori dei propri confini, attirando complessivamente circa 250.000 partecipanti all’anno.
La qualità e la presenza capillare delle aziende del commercio contribuiscono a rafforzare l’attrattiva del Cantone verso i visitatori svizzeri e stranieri. Il Ticino eccelle nell’offerta commerciale di diverse categorie di prodotti quali vino e distillati, abbigliamento di lusso, orologi e gioielli di alta gamma. Un turista straniero spende in media, durante il suo soggiorno nel nostro cantone, circa 433 franchi in shopping, mentre un turista svizzero ne spende circa 327. Complessivamente i visitatori generano un volume di acquisti di oltre 400 milioni di franchi che vengono interamente spesi nei confini cantonali.
La relazione tra turismo e shopping è reciproca, poiché lo sviluppo del primo è accompagnato da una crescita del giro di affari del secondo e viceversa. La Svizzera attira turisti anche grazie alla qualità - riconosciuta a livello internazionale - dei propri prodotti in diversi settori, dall’alimentare al lusso. I bacini di raccolta più importanti a livello nazionale sono la zona di Lucerna, Interlaken, Sankt Moriz che ospitano un numero crescente di visitatori da tutto il mondo e in particolare da Russia, Cina e India.
Una simile distribuzione dei flussi turistici trova conferma nell’analisi dei dati i forniti dal centro commerciale Fox Town, uno dei principali luxury mall d’Europa. Secondo alcune stime, l’80% dei tour che include la Svizzera comprende una tappa al centro commerciale di Mendrisio, a sottolineare ulteriormente lo stretto legame tra turismo e shopping. Dai dati degli acquisti effettuati con carte di credito al Fox Town emerge che i turisti valgono l’81% dell’intero giro di affari.
Come sottolineato da Pietro Beritelli, professore di management del turismo all'università di San Gallo, l'effetto “serranda abbassata” non incide soltanto sull'immagine di una destinazione, ma è anche un'occasione persa. I giorni di vacanza poggiano infatti su due elementi fondanti: il tempo e il budget. Se il primo è limitato, preciso e difficilmente influenzabile, il secondo dipende invece da molti fattori tra cui gli orari di apertura dei negozi. Senza contare che molte fasce di visitatori come ad esempio i cinesi considerano lo shopping una precisa esperienza da “vivere” durante le vacanze.
Per assicurare i migliori risultati non solo agli attori pubblici e privati coinvolti nel settore turistico, ma anche per esaltare le esperienze delle persone, dai residenti che si spostano all’interno del Ticino ai turisti provenienti da ogni parte del mondo, è indispensabile ridurre queste limitazioni. Tali barriere infatti possono limitare il potenziale di un settore che può ancora dare molto allo sviluppo sociale ed economico del Ticino.
Infine, in un mondo globalizzato, in cui i turisti si spostano più di frequente e hanno la possibilità di fare confronti, dilatare gli orari di apertura dei negozi è ormai diventata una necessità per non perdere attrattività nei confronti di altre destinazioni paragonabili a quelle ticinesi. L’Agenzia turistica ticinese (ATT), Hotelleriesuisse Ticino, GastroTicino e l’Associazione Campeggi Ticinesi invitano la popolazione ticinese a votare “SÌ” alla nuova legge sull’apertura dei negozi.
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