
"La nostra idea non era campata per aria. Il fondo Swisslos per questi scopi era stato usato anche in altri Cantoni. Ma la sentenza smonta almeno una delle bugie che sono state dette su questa vicenda. Non abbiamo agito illegalmente. Ora non ci resta che smontare l’altra bugia veicolata dal fronte dei referendisti, ovvero che il Ticino darà soldi agli italiani. Non è assolutamente vero."
Così, sulle pagine del Corriere del Ticino, un presidente del Governo Manuele Bertoli particolarmente soddisfatto ha reagito alla bocciatura da parte del Tribunale federale del ricorso della Lega dei Ticinesi contro l'utilizzo del fondo Swisslos per finanziare la partecipazione Expo 2015.
Il Ticino sarà quindi presente all'esposizione universale, indipendentemente dall'esito del voto del prossimo 28 settembre.
Oggi la Lega dei Ticinesi, tramite un comunicato inviato in redazione dal coordinatore Attilio Bignasca, esprime disappunto per la gioia di Bertoli, ricordando che "il fondo Swisslos non è illimitato."
"I soldi del fondo Swisslos bruciati per gli aperitivi ad Expo 2015 mancheranno alla ricerca medica" scrive la Lega. "Ma il direttore del DECS Manuele Bertoli (PS) ne gioisce."
"Prendiamo atto che, secondo il Tribunale federale, la maggioranza del Consiglio di Stato può saccheggiare il Fondo Swisslos per aggirare i diritti democratici, e segnatamente per aggirare il diritto dei cittadini a decidere se spendere o meno 3.5 milioni di danaro pubblico ticinese per Expo 2015 finanziando con importi milionari progetti da cui solo l’Italia trarrà (forse) un beneficio" si legge nel comunicato.
"Si ricorda che il cantiere di Expo 2015, oltre ad essere pesantemente infiltrato dalla corruzione, cumula ritardi ed ogni tipo di problemi economici e politici; che le ricadute sul nostro territorio (non su quello italiano) degli investimenti ticinesi rientrano nel campo delle pie illusioni" prosegue la Lega; "che il messaggio presentato dal Consiglio di Stato ed approvato dai partiti storici in Parlamento, con cui si chiede un credito di 3.5 milioni (quando ai cittadini si impone di tirare la cinghia e di pagare più imposte) è, dal punto di vista contenutistico di una pochezza imbarazzante; che la maggioranza del CdS ed i suoi “delegati” inizialmente non avevano neppure coinvolto l’economia privata, ma calcolavano di scaricare allegramente sul groppone del contribuente l’intero – e gonfiato – costo della fallimentare operazione; che il pretesto degli “impegni già presi” non regge, poiché si tratterebbe di impegni presi senza disporre della necessaria copertura finanziaria; che il referendum lanciato dalla Lega dei Ticinesi ha raccolto oltre 12mila sottoscrizioni, un vero e proprio record democratico che avrebbe dovuto indurre la maggioranza governativa a maggior prudenza."
"Non stupisce del resto" scrive ancora la Lega dei Ticinesi "che il presidente del Consiglio di Stato Manuele Bertoli sia corso subito a gioire per la sentenza del TF che autorizza il saccheggio al fondo Swisslos: quale sia il rispetto del Consigliere di Stato PS Bertoli nei confronti dei diritti democratici lo ha già dimostrato con la sua allocuzione del 1° agosto in materia di immigrazione di massa."
"Il fatto che il ricorso al fondo Swisslos in aggiramento dei diritti popolari, a mente dei giudici del TF, non leda norme legali, è ben lungi dal significare che impiegare risorse provenienti da questo fondo per una manifestazione italiana le cui ricadute in Ticino sono peggio che dubbie sia una mossa adeguata ed opportuna" prosegue la Lega. "Il fondo Swisslos non è illimitato. Questo significa che la quota di un milione – circa un quarto di quella ancora a disposizione – che verrebbe utilizzata per Expo ridurrebbe drasticamente le risorse a disposizione per iniziative ben più utili (non ci vuole molto) degli aperitivi milanesi. Iniziative che esplicano i loro effetti sul nostro territorio. In particolare nel campo della promozione della cultura, degli eventi, delle azioni benefiche e anche della ricerca medica."
"I soldi del fondo Swisslos che verranno bruciati per Expo mancheranno dunque alla ricerca medica. Uno scenario di cui il direttore del DECS Manuele Bertoli dovrebbe essere l’ultimo a rallegrarsi" conclude la Lega dei Ticinesi, ribadendo il proprio invito ai cittadini a votare NO al credito di 3.5 mio per Expo 2015 il prossimo 28 settembre.
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