
"La Posta ha recentemente avvertito i beneficiari di rendite AVS/AI che, entro l'anno prossimo, verrà soppressa la consegna delle pensioni a domicilio. Queste verranno versate su un conto corrente, postale o bancario quindi ciascuno dovrà forzatamente possederne uno. Questo cambiamento, oltre a creare disagi a persone che possono avere difficoltà di deambulazione, genererà anche un costo supplementare a carico dei beneficiari". A sollevare il problema è la deputata Sara Beretta Piccoli (PPD) che in un'interrogazione inoltrata al Governo chiede lumi sulla nuova situazione che si verebbe a creare nel caso in cui tale decisione entrasse in vigore.
"Sappiamo perfettamente che" sottolinea ancora Beretta Piccoli, "molti anziani non utilizzano ancora i mezzi elettronici per i pagamenti in rete, dunque si vogliono ricreare situazioni incresciose come nei Paesi dell'UE, con lunghe code agli sportelli e assenze dal posto di lavoro di chi deve dedicare mezza giornata al ritiro della pensione del parente anziano o invalido?"
Pertando la deputa chiede al Consiglio di Stato: "È al corrente di questa novità? Non ritiene di chiedere, a chi di dovere, di concedere un tempo di adattamento di alcuni anni, durante il quale, su richiesta, i pensionati che non posseggono un conto bancario o postale, e/o che non sono autosufficienti negli spostamenti, possano continuare a ricevere l'AVS/AI a domicilio? Crede, l'onorevole Consiglio di Stato, sia possibile coinvolgere la deputazione federale, in merito a questa problematica nel suo consueto incontro annuale?"
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