
"La prima segnalazione è giunta a metà giugno e attualmente abbiamo ricevuto 34 segnalazioni dai 4 servizi di Pronto Soccorso dell'EOC".
A dichiararlo ai microfoni di TeleTicino, è il Dottor Mattia Lepori, capo area presso la Direzione generale dell’EOC.
Intanto, le segnalazioni sono 34, 12 terminate con un ricovero, nei restanti 22 casi i pazienti sono stati dimessi dopo la visita. I dati sono freschi di giornata, raccolti dall’ente ospedaliero cantonale.
"Le vittime della canicola" spiega il Dottor Lepori, "appartengono generalmente a due categorie. Da una parte, quei pazienti che già soffrono di una loro patologia. In questo caso, si tratta di pazienti anziani. Patologia, che può essere cardiaca o respiratoria e che viene aggravata da queste situazioni climatiche estreme. L'altra categoria di pazienti è rappresentata da persone in genere giovani che praticano principalmente dello sport, in qualche caso l'attività lavorativa ma principalmente attività di svago, durante le ore più calde della giornata e che vanno incontro a situazioni di disidratazione o a colpi di calore".
Giovani, insomma, che sottovalutano il pericolo. Che affrontano le insidie del caldo senza osservare i consigli medici. E questa è una costante che torna, ahimé, ogni anno, come conferma il Dottor Lepori.
"Ogni anno una decina di casi di disidratazione o di reali colpi di calore anche gravi in soggetti che probabilmente sottovalutano le raccomandazioni oppure pensano non siano dirette a loro. Vediamo ancora persone che fanno del ciclismo, della corsa, durante le ore più calde ignorando forse che esistono dei reali pericoli anche gravi in queste situazioni".
Guarda caso, gli episodi più gravi negli ultimi due anni avevano come protagonisti dei giovani, come precisato dal capo area dell'EOC.
"Uno è di quest'anno, il secondo dell'anno scorso. Sono stati due casi finora, dove la prognosi vitale è stata messa in pericolo per 24-48 ore da un colpo di calore, quindi con un'elevazione della temperatura corporea e una serie di complicazioni - in particolare a livello renale, muscolare e polmonare - che hanno avuto per fortuna un esito alla lunga favorevole ma sono state situazioni drammatiche per il paziente e famigliari e per chi li a curati".
Tornando ai dati, le 34 segnalazioni del 2018, ancora non definitive per l’estate, raggiungono quelle del 2015, indicando una chiara tendenza all’aumento rispetto agli ultimi due anni.
"Il trend sembra essere in tendenza con quello del 2015, che è stata un'estate particolarmente calda. L'anno scorso il periodo di temperature estreme è stato forse un poco più breve o forse più periodi ma di breve durata, quindi l'anno scorso le segnalazioni sono state un po' meno. Adesso siamo ancora a metà dell'estate e quindi non so cosa ci riserveranno le prossime settimane".
Maggiori dettagli nel servizio del Tg di TeleTicino
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