
"Una chiacchierata tra amici". Così è stato definito il primo momento informativo sulle truffe agli anziani, che ha avuto luogo negli scorsi giorni a Bellinzona. Una chiacchierata su un tema che è però di centrale importanza. Altre ne seguiranno in tutto il Cantone, con lo scopo di spiegare e fare conoscere un fenomeno in crescita, che suscita qualche preoccupazione fra i numerosi anziani presenti, oltre a una buona dose di curiosità. "Non si fa mai abbastanza attenzione", ammette una partecipante. Una signora ci dice invece di essere "qui per capire bene il tema e sapere come reagire".
Un'attività di sensibilizzazione
È proprio questo lo scopo delle cinque associazioni all'origine dell'iniziativa, ovvero Pro Senectute, Atte, GenerazionePiù, Aila-Oil e Generazioni&Sinergie. A tenere il "corso" sono invece agenti della Polizia cantonale. Dopo la pandemia si è infatti deciso di lavorare insieme. "L'idea alla base è di sensibilizzare i diretti interessati su delle truffe che evolvono continuamente", ci spiega Laura Tarchini di ProSenectute. "Forse è la solitudine, ma purtroppo ancora troppo spesso gli anziani cascano in queste truffe, soprattutto telefoniche". L'invito è quindi sempre quello: "Al minimo sospetto occorre chiudere la telefonata e chiedere aiuto, chiamando un parente o la polizia".
Truffe e difese al passo coi tempi
Il Ticino è ancora un luogo sicuro, ma non ci troviamo in una palla di cristallo. Le insidie ci sono. Fra truffa del falso nipote e telefonate con richieste strane, i truffatori sono sempre più abili. Bisogna quindi rimanere al passo con i tempi, perché i malfattori sono ormai attivi anche nella rete. Senza alcun allarmismo però. Questi eventi, come ci spiega Renato Pizolli, portavoce della Polizia cantonale, vogliono essere una risposta in tal senso: "In queste conferenze vengono date quelle informazioni che permettono di essere un po' più attenti, sereni e sicuri con piccolissimi accorgimenti".

