
L’Associazione dei Comuni Ticinesi (ACT) e sette Comuni hanno deciso di ricorrere al Tribunale federale contro la modifica del Regolamento della Legge sulla protezione antincendio voluta dal Consiglio di Stato. Secondo i ricorrenti, il Governo avrebbe introdotto nuovi obblighi per i Comuni senza coinvolgere né il Gran Consiglio né gli enti locali stessi.
Il nodo delle nuove responsabilità
Le modifiche arrivano dopo il ripensamento delle procedure antincendio seguito ai tragici fatti di Crans-Montana. Ma per ACT il nuovo regolamento cambia in modo troppo importante il ruolo dei Comuni, che da semplici organi di vigilanza passiva dovrebbero diventare responsabili di controlli, registri, richiami, verifiche e possibili procedure sanzionatorie. Un carico di lavoro che, secondo l’associazione, rischia di mettere in difficoltà soprattutto i Comuni più piccoli. «Molti enti locali dovrebbero assumere personale supplementare con competenze ancora da definire», si legge nella nota.
Critiche al metodo scelto dal Governo
ACT sostiene inoltre che modifiche di questa portata avrebbero dovuto passare dal Parlamento, visto che la Legge sulla protezione antincendio era stata approvata soltanto nel 2024 e che il Gran Consiglio aveva volutamente escluso alcuni degli obblighi ora inseriti nel regolamento. L’associazione sostiene quindi che il Consiglio di Stato «sia andato oltre i propri compiti costituzionali». L’associazione aveva già chiesto al Governo di aprire un tavolo di dialogo sul tema, manifestando preoccupazioni sia sul piano pratico sia su quello giuridico.
Chiesto l’effetto sospensivo
Per questo motivo il ricorso chiede al Tribunale federale di sospendere l’entrata in vigore delle nuove norme e di annullarle. In alternativa, i Comuni chiedono almeno di rinviare l’applicazione del regolamento fino alla decisione della Corte losannese.

