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Ticino
Anticipo alimenti: No del Consiglio di Stato
Redazione
19 anni fa
Il Governo chiede al Gran Consiglio di respingere le mozioni che domandano il ripristino dell’anticipo alimenti

Il Consiglio di Stato ha chiesto oggi al Gran Consiglio di respingere le tre mozioni che domandano la soppressione del limite temporale dell’anticipo alimenti. Le mozioni in questione sono quelle di Giovanni Jelmini “Ripristino immediato dell’anticipo alimenti per i figli minorenni senza limitazioni temporali”, Moreno Colombo “Ripristinare l’anticipo alimenti e potenziare il servizio dei recuperi” e di Lorenzo Quadri “Anticipo alimenti: stralciare immediatamente il cpv. 2 dell’art. 10 del Regolamento concernente l’anticipo e l’incasso degli alimenti per i figli minorenni”. Il Consiglio di Stato specifica nella nota odierna che la decisione di tre anni fa non era stata presa alla leggera: “Era una delle misure di contenimento della spesa selezionate con la preoccupazione di intervenire là dove fosse logico farlo, dove le conseguenze negative fossero contenute, dove fossero disponibili reti di sicurezza opportune per i casi di rigore”. Le mozioni citate sottolineano le seguenti considerazioni: che la cessazione dell’anticipo dopo cinque anni di erogazione avrebbe creato “gravi disagi e difficoltà a numerose famiglie monoparentali”; che “molte famiglie (…) hanno dovuto far capo agli assegni integrativi e, quale ultima ratio, all’assistenza sociale”; che “il risparmio conseguito con tale misura è assai modesto” mentre “i contraccolpi negativi sono invece di ampia portata”; che va considerato come “la situazione finanziaria attuale del Cantone, nonché le previsioni future, siano differenti rispetto a quelle che hanno indotto il Consiglio di Stato a contenere nel tempo l’anticipo degli alimenti per i figli minorenni”; che, poiché assistiamo a “finanze cantonali rientrate nel 2006 in regime di autofinanziamento positivo, una misura di risparmio in un settore sociale così delicato quale l’anticipo alimenti non abbia più ragione di esistere”; che ”il vero problema non è la limitazione nel tempo dell’anticipo degli alimenti, quanto piuttosto il recupero”. Sulla base di uno studio d’impatto della limitazione temporale dell’anticipo, il Consiglio di Stato ribatte che gli argomenti esposti dalle tre mozioni non possono essere confermate e risponde con i seguenti punti: delle 914 famiglie che hanno perso un diritto all'anticipo alimenti, 145 ricevevano prestazioni Laps (prestazioni sociali tra cui per. es. assegni per i figli, indennità straordinarie di disoccupazione, assistenza etc) già prima del provvedimento, e solo 57 hanno richiesto e ottenuto prestazioni Laps sostitutive degli anticipi; le prestazioni Laps percepite dalle famiglie che ne beneficiano si ripartiscono in: Indennità straordinarie di disoccupazione (1%), AFI (45%), API (8%), Assistenza (46%); la minor spesa per lo Stato nel 2006 è ammontata a 2,5 milioni di franchi; il costo netto della soppressione della limitazione temporale, nel 2008, sarebbe ancora maggiore: 3,4 milioni di franchi, con una spesa lorda per anticipi che aumenterebbe di ben 6,6 milioni di franchi; la situazione e le prospettive finanziarie del Cantone sono tuttora assai precarie; la quota di recupero degli anticipi è più elevata se questi non sono erogati troppo a lungo quando il debitore è insolvente; per potenziare la capacità di recupero, si è poi proceduto anche alla ricerca di un partner specializzato (società d’incasso).

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