
Salvo sorprese e rinvii dell'ultimo minuto, il Gran Consiglio ticinese si chinerà durante questa sessione sullo spinoso tema del salario minimo. Per il PLR, che non ha firmato il rapporto di maggioranza sostenuto da Lega, PS, Verdi e PPD il salario minimo va introdotto prima, già a partire dal 1° luglio 2021. Ma, ribadisce il partito, "occorre innanzitutto rispettare l’obiettivo principale dell’iniziativa “Salviamo il lavoro in Ticino!”: salvaguardare il mercato del lavoro per i residenti". Per questo motivo il PLR ritiene che gli effetti dell’introduzione del salario minimo sull’occupazione, sui salari e sui posti di lavoro dei residenti debbanoessere regolarmente monitorati.
Qualora l’impatto positivo sui residenti dovesse essere confermato, il salario minimo potrà essere portato fino a Fr. 20.50, contro i Fr. 20.25 attualmente proposti. "Ciò consente al Parlamento di intervenire subito se dovessero manifestarsi effetti perversi, come l’appiattimento dei salari verso il basso. Sono questi i contenuti dell’emendamento presentato dal PLR al rapporto sul salario minimo che sarà messo in votazione nell’ultima seduta del 2019 del Gran Consiglio", spiega il partito in un comunicato stampa.
In particolare, l’emendamento del Gruppo PLR si concentra su tre punti:
"Grazie alle costanti valutazioni richieste al Consiglio di Stato, il PLR vuole vigilare attentamente sugli effetti del salario minimo affinché quest’ultimo non produca effetti distorti sul livello dei salari in Ticino, in particolare dei lavoratori residenti - spiega il partito - Inoltre, occorre assicurarsi che non si producano dinamiche negative come il fenomeno della sostituzione o la contrazione del numero di posti di lavoro. Infine, un parametro di giudizio importante sarà anche verificare l’evoluzione delle prestazioni sociali erogate in favore di dipendenti e lavoratori".
Con questa proposta "il PLR intende dunque rispettare la volontà popolare manifestata nel 2015 e attivarsi concretamente affinché lo strumento del salario minimo – nato per arginare dinamiche inaccettabili sul mercato del lavoro – non si ritorca contro i lavoratori residenti".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

