Ticino
Antenne? "Cominciamo a tenere lontani i Natel"
Paolo Attivissimo parla della pericolosità delle antenne di telefonia. "Sono preoccupazioni comprensibili, ma non supportate da dati tecnici"
La Redazione

Il tema delle antenne di telefonia è tornato prepotentemente alla ribalta, nelle scorse settimane in Ticino, grazie a tutta una serie di petizioni e missive levatesi da diverse zone del Cantone.

Tutte azioni di cittadini che intendono così mettere pressione sul consigliere di Stato Claudio Zali, e da ieri pure sul suo collega Paolo Beltraminelli, in vista della presentazione della nuova legge sulle antenne, che dovrà fare ordine nell'attuale giungla di regolamentazioni.

Da più parti si sollevano paura circa la presunta nocività di tale antenne, che andrebbero così piazzate, secondo i vari gruppi di cittadini, lontano dai centri abitati e da zone sensibili.

Proprio domani, in tal senso, avverrà un incontro tra alcuni di questi cittadini, il Consiglio di Stato ed il medico cantonale.

Ma queste antenne sono davvero così pericoloso come alcuni le dipingono?

Il Giornale del Popolo lo ha chiesto a un esperto, Paolo Attivissimo, il quale ridimensiona non poco le paure di questi cittadini.

"Sono preoccupazioni umanamente comprensibili, ma non supportate da nessun dato tecnico" afferma Attivissimo sul GdP. "È un po' come dire, lavoro in una segheria e mi lamento perché il vicino canticchia."

Paolo Attivissimo afferma che non ci sono prove mediche di danni prodotti da queste antenne, considerate sicure da tutte le autorità in materia. "Ovviamente bisogna sempre mantenere alta l'attenzione per verificare che siano correttamente installate e che le distanze vengano rispettato e che non ci siano emissioni spurie" precisa l'esperto.

Aggiungendo che "abbiamo talmente tante altre fonti di emissioni elettromagnetiche, sia naturali che artificiali, che preoccuparsi delle antenne è forse un problema secondario".

Quali fonti artificiali, Attivissimo cita pure le antenne dei telefonini che teniamo in tasca. "Anche in questo caso non c'è nessuna prova medica della nocività delle onde elettromagnetiche" afferma, "ma se proprio vogliamo fare ecologia di campi elettromagnetici, cominciamo da qui. Per esempio utilizzando gli auricolari o tenendo il telefonino a qualche centimetro di distanza dall'orecchio: l'energia assorbita dal corpo umano diminuisce infatti molto rapidamente con l'allontanarsi dalla fonte."

Oltre alla telefonia, Attivissimo ricorda che pure le antenne delle emittenti televisive o radiofoniche producono un evidente campo elettromagnetico, e ben più potente rispetto a quelle della telefonia. Ma ripete che non c'è nessun dato medico che provi la dannosità di questi apparecchi. "Mi pare che qui si sia un po' come quello che, avendo paura di affogare, si rifiuti di bere un bicchiere d'acqua."