
Da Coldrerio, da Gudo, da Vacallo, da Comano... Sono numerose le lettere ricevute nelle scorse settimane dal consigliere di Stato Claudio Zali da parte di gruppi di cittadini che protestano contro il proliferare di antenne di telefonia mobile in zone ritenute "sensibili".
Tutte lettere cui il direttore del Dipartimento del Territorio intende rispondere con la nuova legge sulle antenne di telefonia, che dovrebbe essere presentata entro breve.
Ma intanto questi gruppi di cittadini che lottano contro le antenne hanno deciso di unirsi e fare pressione anche su un altro consigliere di Stato, il direttore del DSS Paolo Beltraminelli.
Facendo leva su un argomento che riguarda il suo dipartimento, ossia la salute.
L'Associazione territori vivibili, il Gruppo cittadini Coldrerio, il Gruppo cittadini Comano e il Gruppo Cittadini Gudo hanno così inviato oggi una lettera congiunta a Beltraminelli ed al medico cantonale Giorgio Merlano, con la quale sottopongono loro le "preoccupazioni della popolazione per gli effetti nocivi delle antenne."
"Siamo migliaia di cittadini e le chiediamo aiuto in qualità responsabile della salute pubblica" si legge nella missiva indirizzata a Beltraminelli. "Siamo preoccupati per la proliferazione delle antenne per telefonia mobile in Ticino: ne sono testimonianza innumerevoli petizioni comunali, opposizioni a domande di costruzione, la mozione interpartitica presentata in Parlamento ad aprile e la petizione consegnata in giugno dall'Associazione Territori Vivibili e sottoscritta da 6412 ticinesi."
"Preoccupazioni che si fondano su studi scientifici" proseguono i gruppi di cittadini. "Come la richiesta di scienziati e biologi internazionali allo IARC (International Agency for Research on Cancer), di classificare le onde elettromagnetiche in Classe 2A (Probabili Cancerogeni per l'uomo), soglia superiore alla classificazione oggi in vigore "possibile cancerogeno per l'uomo", che implica semplicemente l'adozione del principio di precauzione: questo ultimo non è più ritenuto sufficiente."
"Il campo elettromagnetico generato dalle antenne è pulsato" si legge nella missiva. "E questa pulsazione può creare alterazioni agli organi umani (DNA, cellule,…) con il rischio di forme tumorali. Un'antenna investe in modo continuo tutti gli abitanti, che non possono sottrarsi. Ed è la continua esposizione a creare i danni maggiori. Il documento BIOINITIATIVE del 2012, che riunisce le ricerche di 29 scienziati indipendenti di 10 paesi, dimostra scientificamente la pericolosità dei campi elettromagnetici. Così sostiene anche l'oncologo Belpomme, intervistato qualche giorno fa dal quotidiano La Regione. Secondo il medicol'esposizione a campi elettromagnetici può portare alla proliferazione di cellule cerebrali (e rischio di tumore) o alla distruzione di neuroni (che favorisce l'Alzheimer), rivelazioni confermate pure dal Biologo Fiorenzo Marinelli, ricercatore dell’Istituto di Genetica Molecolare IGM-CNR di Bologna, durante una conferenza appena tenutasi a Lugano."
"Il Ticino è coperto molto bene" sottolineano i cittadini, "ci chiediamo se gli operatori non stiano andando oltre il compito federale delegato: quello di garantire un servizio pubblico di base per la comunicazione."
"Ritenuto che lo stato deve salvaguardare il diritto alla salute e condizioni di vita atte a soddisfarlo, le chiediamo di tutelare la nostra salute" si legge. "Sia in collaborazione con il Dipartimento del territorio, per coordinare la pianificazione delle antenne allontanandole dai luoghi più sensibili (scuole, nuclei residenziali,…). Sia agendo a livello federale - Conferenza dei direttori dei Dipartimenti della sanità - per abbassare i valori, come auspicato dal Consiglio d'Europa che, con risoluzione (no 1815) del 27 maggio 2011, ha chiesto immediate soluzioni aventi quali obbiettivi: effetti meno nocivi per la popolazione, fissando un tetto massimo di 0.6 V/m (come ha introdotto il Liechtenstein), abbassandolo a medio termine a 0.2 V/m."
"Oggi i valori limite in Svizzera sono di 6 V/m. Però le emissioni reali rilevate in media sul nostro territorio sono tra le più alte d'Europa pur restando nei parametri di legge attuali" concludono i cittadini. "Riteniamo che per favorire l'interesse pubblico lo Stato debba tornare a coordinare la pianificazione delle antenne e procedere alla diminuzione dei valori legali, sull'esempio del Liechtenstein e seguendo le raccomandazioni degli scienziati indipendenti e del Consiglio d'Europa."
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