
"La riforma della giustizia non tiene conto del parere di chi l’amministra”. Dure critiche al Dipartimento delle Istituzioni durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario. E spunta l’idea di una cittadella della giustizia a Lugano.Se non è una stroncatura, poco ci manca. Cita il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa Werner Walser per commentare la riforma della giustizia promossa dal dipartimento delle istituzioni. "Bisogna cambiare tutto per non cambiare nulla". Un rischio da non sottovalutare, ha detto il presidente del Tribunale d'appello durante il suo tradizionale discorso per l’inaugurazione dell’anno giudiziario. Come dire: il progetto di riforma del Dipartimento delle Istituzioni – noto come “Giustizia 2018” che dovrebbe migliorare il funzionamento della giustizia – pecca di un aspetto fondamentale: “non risponde alle reali esigenze di chi amministra la giustizia”, ha detto Walser. "Abbiamo bisogno di una riforma vera, che sappia cogliere nel segno le esigenze del settore. "Non basta fare modifiche solo per il gusto di farle. Non abbiamo bisogno di soluzioni di cosmesi, per quelle ci sono i saloni di bellezza". “Nessun magistrato ha preso parte alla commissione incaricata di elaborare il rapporto intermedio di Giustizia 2018”, ha poi fatto notare Walser di fronte a una sala gremita. Tra questi anche il consigliere di Stato Norman Gobbi, che in qualità di capo del Dipartimento delle Istituzioni, ha incassato analisi e critiche. “Il gruppo di studio incaricato di elaborare il progetto Giustizia 2018 ha consegnato un primo rapporto intermedio”, ha replicato il ministro. "La parola ora passerà agli esperti del settore, compresi i magistrati". Altro tema caldo affrontato stamani, quello della logistica: cronico tema legato ai fatiscenti spazi di via Pretorio: “una palla al piede”, l’ha definito Walser. “Dobbiamo avere il coraggio di cambiare. La riattazione del palazzo di giustizia a Lugano costa troppo". Di qui l’idea ventilata dal presidente Walser: “una nuova casa della giustizia, una nuova struttura che possa accogliere tutte le istanze. Destinazione? Sicuramente Lugano, magari il nuovo quartiere di Cornaredo", aggiunge il presidente del Tribunale d’appello. Un’ipotesi che il ministro Gobbi non esclude a priori, anche se “il polo penale comunque si farà a Bellinzona. Lo scorporo del Tribunale penale dal Tribunale d’appello si farà. Comunque”. fp
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

