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Mendrisiotto
Anno di fuoco per i pompieri, Tettamanti: "950 richieste di intervento, è record"
Redazione
2 anni fa
Il Corpo Pompieri del Mendrisiotto ha stilato il bilancio delle attività svolte nel 2023, da cui oltre al primato di interventi, emerge la difficoltà a trovare militi volontari durante i giorni feriali.

"Per i pompieri del Mendrisiotto il 2023 è stato un anno di forte sollecitazione: abbiamo avuto 950 richieste di mobilitazione, un record anche dalla Costituzione del nuovo Centro di Soccorso cantonale Pompieri del Mendrisiotto avvenuto nel 2019". Così Corrado Tettamanti, comandante dei pompieri del Mendrisiotto, riassume a Ticinonews l'anno appena trascorso, che ha richiesto ai suoi militi -professionisti e non- oltre 10mila ore di lavoro. Un numero di mobilitazioni che si spiega anche con le decine di chiamate ricevute dal Centro per richiedenti l'asilo di Pasture. Perlopiù falsi allarmi nei confronti dei quali si è deciso di porre rimedio. "Possiamo dire che grazie a un'ottima collaborazione con il Centro, da ottobre in avanti abbiamo registrato dei miglioramenti per quanto riguarda questa situazione".

Maffi: "Obiettivi raggiunti"

Quella odierna è stata anche l'occasione per il bilancio dei primi cinque anni di attività del Centro di soccorso cantonale Pompieri del Mendrisiotto. "Ci eravamo prefissati due obiettivi", spiega Samuel Maffi, presidente della Delegazione consortile. "Volevamo operare con eccellenza sul nostro territorio controllando i costi. Entrambi gli obiettivi sono stati raggiunti, inoltre abbiamo aumentato il numero di professionisti permanenti a disposizione del nostro Corpo". L'organico di 149 militi volontari è infatti stato arricchito con due nuove unità professionali, che diventano così 8, e che in un prossimo futuro potrebbero essere portate a 10. Figure sempre più necessarie. "Attualmente", precisa Tettamanti, "abbiamo una copertura del picchetto suddivisa tra turni diurni, notturni e fine settimana. Alcuni problemi si registrano di giorno, se non avessimo il personale degli uffici tecnici o delle aziende comunali pronti a interrompere la loro attività professionale per intervenire, avremmo alcune difficoltà". Purtroppo, aggiunge Maffi, "il mondo del lavoro è cambiato nel corso degli anni e troviamo sempre meno persone disponibili a coprire i picchetti diurni".