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"Anni di riscatto delle pensioni a cifre ridicole"
"Anni di riscatto delle pensioni a cifre ridicole"
"Anni di riscatto delle pensioni a cifre ridicole"
Redazione
8 anni fa
Per l'MPS 3 ministri attivi e un ex membro del Governo hanno potuto riscattare ogni anno di lavoro per 50'000 franchi "senza un regolamento"

Il Movimento per il socialismo (Mps) è tornato lancia in resta sul tema delle pensioni dei Consiglieri di Stato. Il coordinatore Giuseppe Sergi e il deputato Matteo Pronzini hanno affrontato oggi a Bellinzona il tema degli anni di servizio che ogni ministro può riscattare per poter beneficiare di una rendita pensionistica maggiore una volta raggiunta l'età AVS.

La questione è piuttosto complicata. In soldoni: un consigliere di Stato, per ricevere il massimo della propria pensione, deve restare in carica 15 anni. Dopodiché ha diritto a circa 145 mila franchi all’anno. Difficilmernte però qualsiasi ministro resta in carica per più di tre legislature. Quindi 12 anni. Che fare? Secondo l’MPS se lo vuole ogni ministro ha la possibilità di acquistare gli anni che gli mancano. “Stando a quanto sappiamo, almeno tre consiglieri di Stato attivi e un ex membro del Governo hanno potuto riscattare ogni anno di lavoro per 50'000 franchi, una cifra ridicola e che ha deciso in autonomia il governo senza un regolamento di legge”.  Insomma, denuncia Pronzini, il Governo se l’è fissata da sé. Ma per fare le cose per bene l’MPS si è rivolto ad un esperto del settore. Sì, perché molte altre casse pensioni prevedono la possibilità di riscattare anni mancanti. Il prezzo si fissa utilizzando tutta una serie di parametri, tipo stipendio, età, speranza di vita. E nel caso dei consiglieri di stato un anno riscattato dovrebbe costare all’incirca 300mila franchi. Quindi all’appello mancano 250mila franchi per anno riscattato. E secondo Pronzini i consiglieri di Stato che ne hanno beneficiato sono quattro. Tre in carica, un altro non più. Stando al Movimento, in questo modo sarebbero stati sottratti circa 3 milioni dalle casse dello Stato.

Questa mattina Pronzini ha portato tabelle e malloppi alla Sottocommissione finanze, con cui ha affrontato anche la questione della rendita ponte. Chiunque vada in pensione prima di avere 65 anni e quindi di aver diritto all’AVS, riceve dalla propria cassa pensione un’integrazione. La rendita ponte, appunto. Gli ex Consiglieri di stato che non hanno ancora maturato l’età per ricevere l’AVS ottengono 20 mila franchi all’anno. E secondo una perizia commissionata dall’MPS non c’è alcuna base legale. Questioni, ad onor del vero, già note al Gran Consiglio che teoricamente sarebbe il controllore del Governo. Note, ma mai affrontate.

Dopo la denuncia dell'MPS, i parlamentari hanno deciso di scandagliare decisioni e comportamenti del Consiglio di Stato. Il vero problema è che la questione della pensione dei ministri è ferma al palo da anni, in un messaggio del 20 aprile 2016. L’obiettivo era rivedere tutto il sistema entro il 2016, fissando regole e parametri. Siamo a fine 2018, tutto tace e il sistema pensionistico dell’Esecutivo resta nel limbo. Arenato in una sottocommissione, sospeso tra la necessità di una riforma e la mancanza di decisioni concrete. Una faccenda spinosa di cui proprio pare impossibile trovare la quadratura del cerchio.

Il punto è che se non si prenderà una decisione entro fine legislatura, le decisioni non potranno essere applicate ai consiglieri di Stato in carica. E se alcuni deputati sembrano avere molta pazienza, altri ne hanno decisamente meno. Il PS, per dirne una, ha dato tempo due settimane ai colleghi, dopodiché minaccia un’iniziativa popolare.

Tutti i dettagli nel TG di TeleTicino delle 18.45

CR

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