
Le dichiarazioni del Consigliere di Stato Norman Gobbi su una possibile annessione di Campione d’Italia alla Svizzera “sono state fatte a titolo personale e rappresentano pertanto una sua visione per una possibile risoluzione delle problematiche concernenti il Comune di Campione d’Italia, indipendentemente dalla sua attuabilità”. Lo ha ribadito il Consiglio di Stato nel rispondere all’interrogazione presentata dai deputati del Partito comunista Massimiliano Ay e Lea Ferrari del 16 settembre scorso. Ergo, una simile richiesta non verrà mai ufficialmente avanzata dal Governo ticinese.
Il Consiglio di Stato ha ammesso che il direttore del Dipartimento delle istituzioni non si è consultato con l’autorità federale prima di rilasciare una tale dichiarazione ma, considerato che “non si tratta di un’imposizione o di una proposta direttamente rivolta ad un altro Stato”, non ritiene che la posizione personale del ministro sia lesiva della sovranità di uno Stato estero. Gli unici colloqui sin qui svolti nell’ambito della situazione del Comune di Campione d’Italia riguardavano l’individuazione delle necessarie soluzioni per risolvere le problematiche che coinvolgono entrambi i Paesi. Tra queste l’ipotesi di un’annessione dell’enclave alla Confederazione svizzera non è mai stata evocata e il Consiglio di Stato auspica che” dette problematiche vengano ora trattate con celerità delle competenti autorità italiane di concerto con quelle elvetiche”.
In riferimento a teli problematiche, il Governo ha ricordato che il Comune di Campione d’Italia si trova in una situazione di grave dissesto economico, la quale oltre ai considerevoli e noti problemi per gli ex dipendenti del casinò e del Comune, “ha creato un’importante situazione debitoria nei confronti del Cantone Ticino, del Comune di Lugano e di altri enti prestatori di servizi, pubblici o privati”.
Considerato che la maggior parte dei servizi erogati risultano essenziali per il funzionamento del Comune, tutti gli attori coinvolti hanno accordato piena solidarietà garantendo il proseguimento dell’erogazione di detti servizi. A tutela dei propri interessi e ritenuta la crescente situazione debitoria del Comune nei confronti dei vari enti pubblici e semi pubblici, lo scorso 26 giugno il Governo ha deciso all’unanimità di trattenere un importo di poco superiore ai 3,8 milioni di franchi svizzeri dal versamento dell’imposta alla fonte dei frontalieri del 2018; detto importo verrà versato una volta che gli enti in questione avranno ricevuto dalle Autorità italiane competenti l’integralità della somma a loro dovuta.
Oltre a ciò non bisogna dimenticare che a partire dal prossimo 1. gennaio l’enclave verrà verosimilmente inclusa nel territorio doganale dell’Unione europea, "fatto che comporta numerosi cambiamenti di prassi per molti servizi dell’Amministrazione cantonale, federale, come pure per i Comuni e gli enti coinvolti a vario titolo con Campione d’Italia". Questa inclusione, che era stata inizialmente imposta per il 1. gennaio 2019 e poi posticipata al 1. gennaio 2020, “presenta allo stato attuale ancora numerose incognite”.
In questo contesto va inoltre ricordato che, da parte delle competenti autorità italiane, il Governo “non ha ricevuto formalmente alcuna comunicazione o garanzia in merito alla situazione di Campione d’Italia e il suo futuro”. Data la preoccupante situazione in cui versano sia i cittadini campionesi come pure la perdurante e crescente situazione debitoria, senza dimenticare la citata imminente inclusione del Comune nello spazio doganale dell’UE, “le incognite e le preoccupazioni date dall’attuale contesto non possono essere ignorate”.
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