
Quello di martedì pomeriggio a Melide è un annegamento su cui molti chiedono chiarezza. C’è chi lo ha fatto nella politica, chi sulla stampa e chi sui social media. A far rumore è l’identità della vittima, una 52.enne svizzera di Melide che il mese scorso, pubblicando le registrazioni di alcune sue telefonate con il consigliere di Stato Claudio Zali, aveva contribuito al caso che ha portato alle sue dimissioni.
Al momento, ci ha spiegato la Polizia cantonale, non vi sono evidenze dell’intervento di terzi nella tragedia, ma sono comunque in corso approfondimenti scientifici. In particolare, si attende l’esito dell’autopsia effettuata nelle scorse ore. La donna, come detto, è stata trovata martedì poco dopo le 17.30 priva di sensi nell’acqua, nella zona adiacente al lido di Melide. Un pezzo del lungolago che i locali chiamano «Sardegna». Inutili, purtroppo, i tentativi di rianimazione iniziati dalla Polizia cantonale e proseguiti dai sanitari.
Alla ricerca di prove
E ancora oggi a Melide era impegnata ancora la scientifica, alla ricerca di eventuali indizi per chiarire cosa sia successo prima dell’annegamento. Stando a nostre informazioni, gli specialisti della Cantonale erano interessati al contenuto dei cestini dei rifiuti posti tra casa della donna – situata nella parte alta del paese – e il lago. Cestini che, nel frattempo, il Comune aveva però già vuotato. Un tragitto di alcune centinaia di metri che, dalle informazioni raccolte, la 52.enne ha percorso attorno alle 16 del 18 agosto, con una tappa in un esercizio pubblico, poi in un chiosco, prima di raggiungere il lago.
Le testimonianze
Per chiarire quegli ultimi momenti, gli inquirenti hanno anche sentito chi l’ha incontrata e interagito in quelle ultime ore. Una delle domande è: la 52.enne stava andando a fare il bagno? Sempre in base alle informazioni da noi raccolte, era sua abitudine andare proprio in quel luogo a nuotare, soprattutto in questa torrida estate. Inoltre, alcuni testimoni ci hanno riferito che la donna, quando è stata raccolta dal lago, sembrava indossare un costume da bagno.
Una denuncia per aggressione
Da chiarire vi è anche un episodio risalente alla notte tra il 7 e l’8 agosto scorso, quando – sulla passeggiata del Lungolago Gallino – la donna aveva denunciato di essere stata aggredita, con un intervento della Polizia cantonale, in seguito confermato. Le persone da noi incontrate raccontano, inoltre, come la donna avesse dei segni sulle braccia e sul volto. E stando alla RSI, un referto medico testimonierebbe queste ferite. Ma su cosa sia potuto avvenire dodici giorni fa dovrà fare chiarezza la Magistratura. Ad aiutare gli inquirenti potrebbero essere le immagini della videosorveglianza, che vigila sulle zone sensibili di Melide e sorveglia anche gli accessi al lago.

