
L’apice di una carriera fulminea è tutto racchiuso nell'esultanza, pochi minuti dai risultati definitivi del ballottaggio, di Igor Righini per l’elezione della prima donna ticinese socialista agli Stati. Lui, un presidente che di fronte a pubblico e telecamere si è sempre al contrario mostrato molto pacato. Poco carismatico, forse, per alcuni. Ma con la giusta dose di risolutezza, racconta la deputata Anna Biscossa a TeleTicino. Sorpresa quanto tutti del suo addio alla guida.
"Pur capendo le ragioni di Righini, che sono strettamente personali, lui ci mancherà, per dirla tutta. Mancherà la sua competenza, la capacità che ha saputo esercitare in questi anni per ricucire le forze della sinistra e dei Verdi in un fronte progressista solido e compatto e nel coinvolgimento dei giovani. Quindi io credo ci siano tutti gli elementi per dire che fosse carismatico pur nella sua pacatezza", ha affermato.
Classe ‘66, architetto di Pollegio, Igor Righini comincia la sua avventura il 23 gennaio 2016. Quel pomeriggio a Manno viene preferito al presidente ad interim Carlo Lepori ed investito dell’oneroso compito di rinnovare il partito. "Il ruolo di presidente è veramente oneroso, vuol dire essere sempre presenti, essere dei tuttologi. Però è anche entusiasmante: si entra nel cuore di un partito e Igor Righini ha saputo farlo".
Quattro anni dopo il Partito socialista tira le somme: alcune battaglie politiche a sostegno di lavoro e socialità sono state vinte. Altre, prima fra tutte la riforma scolastica, perse. Il seggio in Consiglio di Stato è sì stato salvato. Ma i consensi non sono cresciuti. E senza Verdi e Sinistra alternativa al corsa a Berna sarebbe stata diversa. "Il PS non è cresciuto in questi anni ma come non sono cresciuti i partiti storici. È che i partiti non riescono più ad avere degli strumenti di comunicazione con la popolazione efficaci", ha dichiarato Biscossa.
Ed è partendo da qui: dal consolidamento del fronte progressista; dallo spazio dato a donne e giovani; dalla consapevolezza dei propri limiti che si dovrà pensare alla giusta successione. "Ci ragioneremo. Da parte mia non mi dispiacerebbe portare dei giovani alla presidenza del partito", ha concluso la deputata.
Tutti i dettagli nel TG di TeleTicino delle 18.45
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

