
Animali uccisi dai cacciatori di frodo, poi abbandonati nel bosco senza testa né arti inferiori. O ancora: battute di caccia in auto in cui l’animale viene abbagliato con i fari e ucciso, senza che il cacciatore scenda dal veicolo. E spesso per tenersi la testa, come trofeo. Scene che fortunatamente non capitano spesso, anzi. Una ventina in tutto i casi all’anno scoperti dai guardiacaccia ticinesi. “Sì, sono una ventina i casi denunciati annualmente, circa la metà per uso di strumenti quali tagliole. Il resto - precisa Giorgio Leoni, capoufficio caccia e pesca, ai microfoni di Radio3iii - con altre modalità altrettanto inquietanti”. “In Ticino - precisa ancora Leoni - è abbastanza raro che l’animale venga lasciato sul posto e venga tolta unicamente la testa. In questi casi solitamente sono asportati anche gli arti inferiori e i filetti dell'animale per avere le carni più pregiate”. Finita qui? Non proprio. Perché i cacciatori di frodo usano anche armi sofisticate con silenziatore, telefonini e ricetrasmittenti. E agiscono di notte scegliendo prede abbastanza piccole, quindi più facili da trafugare. Chi viene sorpreso a cacciare illegalmente, viene denunciato al Ministero pubblico. Il bracconiere rischia poi una multa di alcune migliaia di franchi. E nel caso sia in possesso di una licenza di caccia, può esserne privato per un periodo fra uno e dieci anni. Ma certo quello del bracconaggio resta un fenomeno difficilissimo da quantificare... “Ci sono certi periodi dell’anno più favorevoli al bracconaggio e quindi i guardiacaccia escono anche di notte a fare gli appostamenti. Però è difficilissimo prevedere quanto sia la cifra oscura, cioè quanti sono i casi nei quali non riusciamo a risalire al colpevole”, termina Leoni. cdb
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