
Aggressioni fisiche, persecuzioni e ordini bizzarri. Uno in particolare, legato al disinserimento del sistema anti incendio del Nyx. E’ il quadro tracciato oggi in pretura da un ex addetto alla sicurezza del casinò di Lugano, chiamato con un collega a testimoniare nell’ambito della vertenza civile intentata dalla casa da gioco nei confronti dell’ex sindacalista Nando Ceruso e dell’OCST per l’azione martellante intrapresa a suo tempo dall’organizzazione nei confronti della casa da gioco. I due uomini, come anticipato da TeleTicino, hanno detto di aver subito nel corso degli anni varie ingiustizie dai superiori e di essersi trovati a dover applicare metodi di lavoro inconsueti. Uno in particolare, come detto, riguarda la discoteca Nyx. Il locale, attualmente chiuso in seguito alla nota inchiesta sulla movida luganese, è collegato al sistema di sicurezza centrale del casinò. Anche i sensori del fumo. Ma un giorno, l’intervento di un agente del casinò, accorso in discoteca per via dell’allarme anti incendio, cambiò le regole in modo del tutto inaspettato. “Il mio collega, ha raccontato l’uomo in aula, varcò la soglia del Nyx e si trovò di fronte al gerente del locale Tito Bravo, a Paolo Guarnieri e al capo del servizio di sicurezza, che non di rado passava le serate bevendo alcolici al Nyx. Tutti e tre furono molto sorpresi del suo arrivo”. Cosa ci fai qui, gli chiesero, intimandogli di non intervenire più. E all’indomani giunse l’ordine di disattivare gli allarmi anti fuoco del Nyx”. La deposizione dei due ex dipendenti del casinò si è protratta per tutto il pomeriggio. Entrambi disoccupati, sono stati al servizio della casa da gioco luganese per circa 10 anni ed entrambi hanno sporto denuncia penale nei confronti del casinò. Oggi doveva comparire in aula anche il direttore della commissione federale sulle case da gioco, che però non ha potuto raggiungere il Ticino. Con la sua deposizione dovrebbe completarsi la fase istruttoria.Matteo Bernasconi
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